di
Matteo Valente
Padova, è coach della SilVolley di Trebaseleghe in A3 e ha ottenuto un risultato insperato: «In gruppo non ho mai percepito una distinzione di genere. I ragazzi mi hanno sempre vista semplicemente come il loro coach»
È l’unica allenatrice donna di tutta la serie A di pallavolo maschile. Ed è riuscita nell’impresa di salvare la sua squadra ribaltando un playout salvezza da 0-2 al 3-2. Lei è Maria Ilaria Donadi, trent’anni, coach della SilVolley di Trebaseleghe in provincia di Padova, partecipante al campionato di A3 maschile.
Ecco come ci siamo salvati
È arrivata sulla panchina padovana in corsa lo scorso 10 febbraio, con l’obiettivo di salvare la squadra dalla retrocessione. Una missione che sembrava complessa, diventata quasi impossibile quando ai playout al meglio delle cinque gare la SilVolley s’è ritrovata sotto 0-2. E invece ecco concretizzarsi una rimonta da applausi: «Credo che la rimonta sia stata merito di una squadra resiliente – ci racconta Donadi – Per tutto l’anno siamo stati tra gli ultimi posti della classifica, ci siamo sempre allenati con molta intensità e senza darci per vinti. Questi aspetti hanno aiutato probabilmente a forgiare la mente. Anche quando eravamo sotto 2-0 nella serie, nessuno si è arreso. È lì che si è vista la forza della squadra, e per questo ai ragazzi va fatto un applauso enorme».
Ed è evidente che il suo tocco sulla squadra padovana ci sia stato, non solo in termini tecnici, ma anche di gruppo e di motivazione: «Ho cercato soprattutto di mettere a disposizione l’esperienza maturata negli anni, puntando molto sul dialogo, sulla fiducia reciproca e sull’idea che ogni elemento del gruppo fosse fondamentale. Le ultime tre partite lo hanno dimostrato: tutti si sono fatti trovare pronti».
I valori di una vittoria
Il tutto in un contesto molto maschile: Donadi infatti è l’unica allenatrice donna della serie A, e questo risultato è l’ennesima conferma di come anche in panchina si possa iniziare a guardare alle “quote rosa” senza indugi: «Sinceramente, all’interno del gruppo non ho mai percepito una distinzione di genere. I ragazzi mi hanno sempre vista semplicemente come il loro allenatore. Il valore speciale di questa impresa sta nel risultato: riuscire a rimontare da 0-2 vincendo tre partite consecutive, di cui due in trasferta, è qualcosa di davvero straordinario» racconta Donadi.
I sogni e il futuro
Un sogno, quello di allenare, iniziato da giovanissima, quando smesso di giocare a 19 anni ha voluto restare nel mondo del volley: «Quando ho smesso di giocare, a 19 anni, ho sentito subito il bisogno di restare nel mondo della pallavolo. Una figura fondamentale è stata Sara, l’allenatrice che per prima mi ha incoraggiata a intraprendere questa strada. Negli anni ho avuto la fortuna di lavorare con tecnici importanti come Milo Zanardo, Michele Totire e Alberto Bigarelli: da ciascuno di loro ho cercato di imparare qualcosa, e ancora oggi rappresentano per me un esempio». E ora c’è da pensare subito alla prossima stagione e a un futuro che sicuramente la vedrà protagonista, non solo sui campi indoor: «Mi piacerebbe continuare a crescere in contesti stimolanti, in Italia ma anche all’estero, con l’obiettivo di trasformare definitivamente questa passione nella mia professione a tempo pieno – chiude Donadi – È il sogno che inseguo ogni giorno. Nell’immediato, però, anche quest’estate sarò in spiaggia tra Jesolo e Caorle organizzando le attività di JBA Beach Volley, un ambiente a cui sono molto legata».
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13 maggio 2026
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