di
Andrea Rinaldi

Kkcg Maritime al 47,4% e dà battaglia: il gruppo ceco aveva chiesto di inibire i voti dei cinesi dopo che alcune società vicine a Weichai hanno rastrellato azioni. Ferrari: «Non posso più associare il mio nome a questa azienda»

La lista di Weichai, che con Ferretti International Holding detiene il 39,531% del capitale sociale dei cantieri nautici, si è imposta su quella del rivale Kkcg Maritime, titolare del 23,2%, che preannuncia battaglia. Secondo quanto trapela dall’assemblea (solo online e a porte chiuse) al gruppo ceco verrà assegnato solo un posto e spetterà a Katarina Banko. Otto consiglieri invece per i cinesi, i quali per la presidenza avevano indicato Tan Ning mentre il ruolo di amministratore delegato potrebbe essere assegnato a Stassi Anastassov, già ceo di Duracell. Fuori dal nuovo consiglio Alberto Galassi, amministratore delegato di Ferretti dal 2024 e candidato con Kkcg Maritime, che fa capo al gruppo Kkcg dell’imprenditore ceco Karel Komàrek. Weichai in assemblea ha convinto il 52,3% del capitale presente (49,74% del totale) mentre Kkcg Maritime il 47,4% (45,12%). Il capitale votante è stato pari al 95%. I proxy Iss e Glass Lewis avevano raccomandato di votare per la lista di quest’ultimo.

La posizione del gruppo ceco: criticità e validità sul processo deliberativo

«Kkcg Maritime esprime forti criticità in merito all’integrità e alla validità del processo deliberativo svoltosi in occasione dell’assemblea degli azionisti di Ferretti. Le questioni sopra richiamate sono state oggetto di una notifica dettagliata presentata alla Presidenza del Consiglio dei Ministri e notificata, per opportuna informativa, a Consob e a Ferretti», ha affermato il gruppo ceco in una nota. La posizione del gruppo di Komàrek «riflette serie preoccupazioni in merito a possibili azioni concertate da parte di azionisti collegati a Weichai, a potenziali inadempimenti agli obblighi informativi e, più in generale, al rispetto del quadro normativo applicabile alle società di rilevanza strategica per la difesa e la sicurezza nazionale.
Come documentato e accertato dalla Presidenza del Consiglio dei Ministri, Ferretti rientra tra le società detentrici di asset e rapporti di rilevanza strategica ai sensi della normativa Golden Power». Dal 2016 il gruppo degli yacht ha creato al proprio interno una divisione dedicata allo sviluppo di imbarcazioni dedicate al settore della difesa, denominata Ferretti Security Division che utilizza tecnologie sviluppate nel settore civile per la progettazione e la costruzione di nuove imbarcazioni ad uso militare destinate a committenti istituzionali sia nazionali che internazionali. Questo fa del big della nautica un’impresa detentrice di asset strategici ai sensi degli articoli 1 e 2 della citata Normativa Golden Power. «A seguito dell’acquisizione di tale status, il Gruppo Weichai, in qualità di azionista di controllo non europeo tramite Ferretti International Holding, era tenuto a effettuare apposita notifica alla Presidenza del Consiglio dei Ministri ai sensi della disciplina Golden Power», ha stigmatizzato Kkcg Maritime. La business unit pesa per lo 0,4% dei ricavi di Ferretti e secondo una delibera del cda del 2024 andava venduta e dismessa.



















































L’addio di Piero Ferrari

Alla vigilia dell’assise, mercoledì sera 13 maggio, Piero Ferrari con una lettera ha rassegnato le dimissioni da vicepresidente e consigliere del board di Ferretti: «Non posso omettere di esprimere la mia frustrazione e delusione per quanto accaduto nelle scorse settimane», ha scritto riferendosi all’incremento della quota azionaria in mani cinesi, dopo che – come ha riportato Milano Finanza – titoli Ferretti sarebbero stati acquistati da società e banche vicine a Weichai, in particolare Bank of China (1,9%), Wealth Strategy (holding hongkonghese di gestione degli investimenti, 1%), Yanjan International (società di export, 0,8%) e AdTech Advanced Technologies (fondata da Julius Kiss, collaboratore di Weichai, 2,8%). «Tali acquisizioni sono avvenute in modo tale da apparire al di fuori di tutte le soglie di controllo vigenti. Oltre a ciò – ha aggiunto Ferrari – ho anche assistito a una sorta di arroganza durante l’intero processo di gara, che ha impedito un giudizio imparziale sulla stessa-. Non posso più associare il mio nome e la storia che il mio nome rappresenta per l’industria italiana a questa azienda. Un’azienda che, come tutti sapete, amo profondamente». Nella serata pure Stefano Domenicali si è dimesso da consigliere indipendente.

Rinviare l’assemblea

Kkcg Maritime – dopo l’esposto alla presidenza del Consiglio dei ministri e trasmesso per conoscenza alla Consob e a Ferretti l’11 maggio su una possibile violazione del Golden power da parte del socio cinese Weichai –  è intervenuto con il suo rappresentante all’inizio dell’assise chiedendo «di inibire immediatamente l’esercizio del diritto di voto in capo a Ferretti International Holding (la controllata di Weichai ) per l’intera partecipazione in Ferretti dalla stessa detenuta o, in subordine, di rinviare l’assemblea a una data successiva agli accertamenti in corso da parte delle competenti autorità». Il rappresentante Kkcg Maritime ha ricordato che i cantieri nautici sono protetti dal Golden power e ha adombrato – come nella nota del gruppo post assemblea – la possibilità che Weichai abbia violato gli obblighi di notifica oltre ad aver violato il Tuf agendo in concerto con altri soci. 

Gli acquisti cinesi

Il rappresentante si è esposto anche sugli acquisti di azioni Ferretti da parte di società riconducibili all’orbita cinese. «Inoltre risulterebbe che parecchi soggetti di nazionalità cinese o comunque collegati al gruppo Weichai abbiano di recente acquistato significative partecipazioni in Ferretti in vista dell’odierna assemblea. Tale circostanza potrebbe costituire una azione di concerto e/o celare l’esistenza di patti occulti tra i suddetti soggetti. In tal caso, oltre ai profili di palese violazione della normativa golden power, vi sarebbero ulteriori gravi conseguenze sia ai sensi della normativa italiana sia ai sensi di quella di Hong Kong» con effetti sulle delibere assembleari e con «l’obbligo di promuovere, in via solidale in capo ai suddetti soggetti, un’offerta pubblica di acquisto totalitaria sulle azioni Ferretti». Il rappresentante del gruppo ceco ha chiuso l’intervento «facendo presente la situazione di conflitto di interesse in cui versano la maggioranza dei membri del consiglio di amministrazione di Ferretti, incluso il presidente, che ricoprono ruoli manageriali nel gruppo Weichai, e invitando ciascuno di loro ad assumere le decisioni richieste esclusivamente nell’interesse di Ferretti e non del socio di cui sono dipendenti». 

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14 maggio 2026 ( modifica il 14 maggio 2026 | 14:26)