Abbiamo passato decine di ore in compagnia di Forza Horizon 6 e siamo pronti a tirare le somme sul nuovo racing game a mondo aperto di Playground Games. Tra la sua Tokyo accesa da fiumi di luci al neon e il suo Giappone condensato ma tutt’altro che avaro di meraviglie, ci siamo ritrovati a sfrecciare per una mappa in grado di far splendere tutte le discipline e sfide del motorsport tipiche dell’Horizon Festival, sulla base del gameplay loop di grande efficacia mutuato dal capitolo precedente. Insomma, parliamo di un gran Forza Horizon, che però al netto di alcune novità interessanti ci ha stupito un po’ meno del previsto sul fronte della campagna principale.

Guida introduttiva e campagna principale

L’edizione giapponese di Horizon Festival si apre con una guida introduttiva composta in maniera meno elaborata rispetto a quella di Forza Horizon 5, ma che comunque è in grado di esaltare il giocatore. Ci sono campi di fiori variopinti da attraversare con una rabbiosa Nissan, i sentieri montani innevati e in seguito a una strada tortuosa fiancheggiata da ciliegi che culmina con una visuale d’eccezione su un centro spaziale. In chiusura, bisogna condurre la Toyota GR GT del 2025 verso la sede del Festival, senza farsi mancare una splendida veduta di Tokyo al tramonto.

Insomma, questa sezione iniziale dà spazio alle bellezze naturali, ingegneristiche e architettoniche del Giappone e nel mentre pone l’accento sul ruolo di primo piano del paese nel mondo del motorsport. Sempre in questa fase di apertura della campagna, il protagonista personalizzabile tramite un editor – che nel corso del viaggio si amplia con nuovi capi di abbigliamento, oggetti e costumi – incontra i suoi amici Mei e Jordan, così come qualche altro comprimario centrale nelle Storie confezionate da Playground. È un peccato a tal proposito che dialoghi e scambi di battute avvengano solo tra loro: mentre nel titolo precedente l’alter ego del giocatore parlava, in Forza Horizon 6 non è più così e francamente troviamo sia un’occasione mancata date le premesse del gioco.

Del resto mentre il pilota utilizzabile in Messico era già un’icona dell’Horizon Festival, stavolta bisogna vestire i panni di un novellino intenzionato a scalarne i ranghi sino a diventare una leggenda. Capiamo che si tratta di una scelta volta a far sentire il giocatore il vero protagonista, ma in termini di qualità della messa in scena, a nostro avviso, l’esperienza ne risente. Crediamo che i momenti centrali di questa impresa sportiva avrebbero acquisito maggiore intensità se vissuti da un pilota parlante capace di interagire coi suoi compagni di viaggio.

Tornando a noi, il percorso principale chiama a gareggiare nelle varie competizioni disponibili per guadagnare esperienza nel ramo preposto e ottenere il diritto di affrontare gli eventi chiave, a loro volta connessi allo sblocco di braccialetti via via più prestigiosi che consentono di lanciarsi in corse di classe sempre più elevata. Dai fuoristrada, passando per le auto d’epoca e le utilitarie, sino alle supercar e alle vetture da rally, le gare e i percorsi su strada, sterrato e misti traggono beneficio dalle tante peculiarità della mappa e assieme costituiscono un perfetto parco divertimenti del motorsport. Gli eventi centrali coi braccialetti in palio invece meritano un discorso a parte. Se la corsa contro un gigantesco mech simil Gundam è un distillato di puro spettacolo che non vogliamo svelarvi, il resto di queste competizioni ci è parso costruito in modo relativamente semplicistico e non ci ha regalato chissà quanti momenti di reale intensità. Legate invece alla dimensione “Scopri il Giappone”, ecco che le Storie e le Escursioni ci hanno fatto una impressione migliore. Organizzate da Mei, queste ultime permettono di ammirare le bellezze dell’open world, incluse quelle recuperate dal Giappone reale, e di conoscerne la storia e le curiosità, dal proverbio sul Monte Fuji, fino ai segreti delle case del villaggio di Shirakawa, patrimonio dell’UNESCO. In questi frangenti l’amica del protagonista fornisce anche dettagli sulle vetture guidate dal nostro alter ego, per poi passare la palla a Jordan, che aggiunge delle sane spolverate di pepe alle Escursioni con sfide ad alta velocità.

Le Storie invece danno spazio ad altri volti dell’Horizon Festival, dal mago delle modifiche alle auto Yuji, passando per un fotografo scrupoloso, sino a un pezzo grosso del Drift Club. Le attività con questi comprimari – che sono stati doppiati in italiano senza raggiungere chissà quali picchi in un senso o nell’altro – funzionano alla grande e danno un’utile infarinatura su vari aspetti dell’offerta ludica, illustrando l’altissima libertà conferita all’utente nel potenziare e decorare le proprie auto o le pazzesche foto virtuali ottenibili sfruttando bolidi da sogno e viste mozzafiato.

La vita di un pilota di Horizon in Giappone

Pur non avendo potuto sperimentare questa sintesi del Giappone a firma Playground Games in autunno e in inverno, siamo rimasti davvero colpiti dalla costruzione della mappa, a cominciare da Tokyo, la più vasta area urbana mai realizzata in un gioco della serie. La città ospita gare clandestine al porto, corse più standard in circuiti e percorsi ben congegnati – tra grattacieli e aree periferiche – nonché attività come l’inedita consegna di cibo in cambio di crediti, da condurre con furgoncini a dir poco scattanti.

La metropoli insomma è un “grande sì” ed è anche la sede di alcune delle 8 case abitabili dal giocatore (acquistarne una ci permette di accedere a un vantaggio esclusivo e di personalizzarne il garage, come vedremo a breve). Mettendo da parte i colori di Akihabara, la Tokyo Tower, i grattacieli e i conbini, anche il resto del mondo aperto è stato ottimamente costruito, giacché offre una grande varietà di paesaggi, terreni e sentieri. Ha insomma le carte in regola per tenere incollati allo schermo i patiti di racing game per decine di ore.

Incrementando i propri punteggi nelle zone di derapata ci si prepara ad affrontare le competizioni Touge, ossia quelle disputate su tortuosi passi di montagna con un singolo avversario (meglio ancora se si tratta di un giocatore in carne e ossa), mentre con i Trailblazer bisogna raggiungere uno dato traguardo percorrendo aree piene di ostacoli, meglio se con veicoli dalle sospensioni adatte a “domarle”. Tra i segnali di pericolo di Forza Horizon 6 ce ne sono alcuni tra i più belli di sempre per gli scorci che regalano, mentre le zone di velocità permettono di migliorare il controllo del proprio bolide anche quando sfreccia a briglie sciolte sotto i 400 km/h.

Insomma, queste attività secondarie divertono, sono “cotte e mangiate” (se le si sbaglia si può sempre riavvolgere l’azione, invece di rifar tutto da zero) e fanno il paio con le cosiddette catene di abilità. Per chi non lo sapesse, queste ultime – che sono ancor più elettrizzanti quando si ascolta una canzone alla radio in grado di raddoppiare il moltiplicatore – ci chiamano a effettuare balzi, derapate, a evitare le auto in corsa e a distruggere alberi, staccionate e altri oggetti senza spezzare la combo, così da guadagnare dei punti da spendere nella schermata di Maestria delle varie vetture. In tal modo possiamo ottenere vantaggi non solo per il veicolo selezionato, ma anche ricompense in crediti e biglietti di Ruota o Super Ruota della Fortuna. Facendole girare possiamo sbloccare nuove sonorità per il clacson della nostra auto, oggetti estetici vari, somme di valuta in-game di varia entità e bolidi rarissimi. A proposito dell’ampliamento del parco macchine, oltre a un Autosalone pieno di modelli da acquistare e alla Casa d’Aste, in cui si possono mettere in vendita o comprare vetture da giocatori di tutto il mondo, tornano i Gioielli Dimenticati, icone della car culture di ogni tipo ed epoca da trovare in fienili e rimettere a nuovo (tramite processi più o meno lunghi abbreviabili a suon di crediti).

Dalle europee alle giapponesi, con delle chicche non da poco su questo secondo fronte, la selezione di Gioielli di Forza Horizon 6 è ottima, ma ci sono anche altri modi per reperire belle macchine. Venditori privati le lasciano in esposizione in determinati punti della mappa ad esempio e le propongono a meno rispetto al loro prezzo di listino, alle volte pure modificate. Chiudono il cerchio i tanti modelli ottenibili in ricompensa completando le varie voci della cosiddetta Agenda della collezione, e le auto abbandonate nei posti più impensabili e da cercare sulla base di indizi fotografici.

Tutto questo ben di dio del motorsport si può mettere in mostra ai luoghi di raduno come il parcheggio Daikoku (sarà bello parteciparvi a server pieni) ma anche sfruttare per battere i tempi su circuito degli altri utenti o per stracciare la concorrenza in gare di accelerazione pura su rettilineo. Insomma, seppur in presenza di alcune gradevoli aggiunte e piccole modifiche, la vasta offerta ludica di Forza Horizon 6 non si discosta da quella del predecessore e la cosa non è da considerarsi un problema, perché i sistemi di gioco e le attività proposte dialogano ancora molto bene tra loro (qui la recensione di Forza Horizon 5). Prima di proseguire, le competizioni endgame che si sbloccano assieme a Legend Island sono molto interessanti, Golia su tutte, che consiste nel gareggiare lungo l’intero perimetro del Giappone virtuale. In quanto all’isola delle leggende di Horizon, ospita qualche nuovo evento ma alla fin fine è nient’altro che una piccola porzione aggiuntiva di mappa.

Modello di guida e auto, creazioni, multiplayer

Guardando al roster di oltre 550 vetture disponibile al lancio in Forza Horizon 6, possiamo iniziare col confermarvi che è di gran livello. Case come Lancia e Alfa Romeo ci sono sin da subito e neanche a dirlo la scena automobilistica giapponese è stata rappresentata più che degnamente. Segnaliamo assenze illustri come quella della McLaren Senna, ma a quanto pare non dipende da Playground Games. Passando al modello di guida, chi ha giocato e amato l’edizione messicana del Festival si sentirà subito a casa in Giappone, a partire dalla buona sensazione di pesantezza restituita dai bolidi, che regalano esperienze al volante molto differenti tra loro in base a fattori come trazione e classe.

Anche le macchine che sulla carta appartengono alla medesima categoria possono condurre a risultati ben diversi all’arrivo al traguardo. Quando si passa dall’asfalto allo sterrato o quando ad esempio si incontrano pozze d’acqua o superfici bagnate le risposte del bolide utilizzato cambiano in modo credibile e coerente con la sua tipologia, mentre spingendo al massimo una Ferrari F-XXK Evo abbiamo apprezzato la sempre convincente sensazione di velocità trasmessa dai mostri di potenza. In parole povere, quello di Forza Horizon 6 resta un modello di guida generalmente accessibile in termini di manovrabilità delle vetture, in linea con la natura della produzione, ma è anche decisamente appagante e sa sfidare il giocatore, soprattutto se ci si trova al volante di macchine dagli assetti estremi.

Restando in tema, ci siamo divertiti anche coi potenziamenti, prendendo in esame icone giapponesi come la Toyota Supra del ‘98 e l’Honda NSX R GT del 2005: abbiamo reso la prima ancor più scattante e maneggevole nelle derapate e la seconda un mostro in accelerazione capace di non sbandare in modo indesiderato in fase di sterzata. I tanti pezzi meccanici installabili e la messa a punto dell’assetto producono modifiche prestazionali immediatamente avvertibili pad alla mano e poi ci sono i vari kit carrozzeria e l’editor delle livree.

Chiaramente è possibile verniciare, applicare loghi e decalcomanie a piacimento sulle proprie macchine, oppure c’è il catalogo di opere della community da sfogliare, che ci ha già permesso di dotare la nostra Supra del ‘98 di una pazzesca veste cyberpunk. Per concludere con le auto e l’esperienza di guida, aspettatevi i soliti avversari gagliardi, che dai livelli di sfida “superiore alla media” e “molto abile” ci hanno offerto battaglie tese fino alla fine spingendoci a evitare gli errori per scongiurare sorpassi all’ultimo secondo. Alle volte selezionando una difficoltà immediatamente successiva a un’altra abbiamo sperimentato una disparità tra le due più marcata del previsto ma in generale non c’è da preoccuparsi: le ben nove opzioni che regolano il comportamento degli sfidanti possono accontentare tanto i neofiti quanto i piloti più esperti. Nella nostra prova di Forza Horizon 6 vi avevamo parlato della personalizzazione dei garage delle case acquisibili e ora ci sentiamo di aggiungere solo una cosa a riguardo. Appena il festival comincerà per tutti le pagine atte a raccogliere le creazioni della community su questo fronte verranno riempite da attacchi d’arte fuori di testa. Dopo aver appurato le tante potenzialità di questa area della personalizzazione in prima persona, abbiamo speso i relativi crediti di piazzamento oggetti per stravolgere il volto dei nostri garage con le opere di altri giocatori, rendendoli ad esempio una strada giapponese al chiuso e uno showroom moderno per ospitare con stile vari dei nostri bolidi più importanti.

Il discorso appena fatto sui garage lo estendiamo alla Tenuta, che a seguito di una generosa ripulita offre un immenso spazio da riempire letteralmente a piacimento, anche con le meraviglie altrui. Realizzare un piccolo Jurassic Park, un circuito per drift e un paradiso per le acrobazie in auto sono tutte idee praticabili, a testimonianza della straordinaria abbondanza di oggetti, rampe, decorazioni e quant’altro messi a disposizione dagli sviluppatori.

Eventi e sfide interamente creati dall’utenza e la possibilità di costruire opere in ogni dove, anche con altri amici e appassionati in gruppo, grazie a CoLab, sono tutti elementi della produzione che, sulla base di ciò che abbiamo detto sino ad ora, promettono di fare la felicità degli appassionati più creativi. In materia di multiplayer online, pur senza essere riusciti a giocare con tanti utenti per ovvi motivi, possiamo confermarvi di aver affrontato partite varie senza alcun intoppo in termini di stabilità e di aver fatto casino assieme ai colleghi e con soddisfazione in party acrobatici, gare Touge e competizioni standard già affrontate in singolo. Inoltre, ci è parso giusto battere i tempi dei Rivali in alcuni percorsi e utilizzando specifiche classi di auto, anche solo per il gusto di togliere loro il primato. Ad ogni modo, vista la ricchezza della proposta, il cuore multigiocatore di Forza Horizon 6 batterà quasi certamente all’impazzata in pochi giorni.

Comparto audiovisivo

Sul fronte audio, quasi tutti i ruggiti di motore che abbiamo udito ci hanno convinto e passando alla musica abbiamo apprezzato le valide selezioni delle stazioni radio presenti (inclusa quella interamente a tema Giappone). Linkin Park, Tame Impala, Rise Against: i grandi nomi non mancano, e ci sono anche diversi bei pezzi di artisti meno conosciuti.

Versione PC – a cura di Alberto LalaForza Horizon 6 si dimostra un gioiello di ottimizzazione anche su PC, dove lo abbiamo provato su una configurazione di fascia medio-alta con un processore Intel Core 5 Ultra 250K Plus e, come scheda video, la RTX 5070 Ti, con pieno supporto alle più recenti tecnologie di Nvidia qui implementate in maniera abbastanza granulare. Partiamo dalle prestazioni: con questa build si può giocare a 40 fps di media con preset Estremo Ray Tracing in 4K a risoluzione nativa. Attivando il DLSS con profilo qualità si sale invece a una media di 60 fps. Infine, con la Frame Generation è possibile spingersi fino a 180 fps a seconda dell’intensità che si desidera impostare. Già a 60 fps con reflex attivo però il gioco è sufficientemente responsivo da non richiedere grossi ritocchi. A livello di personalizzazione, le impostazioni si concentrano molto più sulla quality of life e sull’accessibilità. I preset qualità sono tanti e finemente studiati, al punto da non richiedere ulteriori manovre da parte degli utenti meno esperti. A livello di dettaglio, abbiamo apprezzato molto il lavoro dei ragazzi di Playground, come sempre attentissimi alla qualità degli asset e all’estetica in generale. In un lavoro così certosino, dispiace (in misura del tutto marginale) trovare piccole sbavature nella qualità di elementi temporanei come i fumogeni impiegati in notturna come checkpoint, la cui risoluzione è visibilmente grossolana al punto da stonare con l’eccezionale nitidezza del resto della scena. Per il resto c’è ben poco da dire, a partire dagli effetti meteorologici e dalla resa audio, realistica e avvolgente.

Detto questo, la qualità media dei brani di Forza Horizon 5 era a nostro parere più elevata. In merito al profilo visivo, il nuovo gioco della serie regala meraviglie continue. Abbiamo guidato vetture molto ben modellate, costituite da carrozzerie e materiali di livello, ma con la visuale in prima persona abbiamo sperimentato delle oscillazioni qualitative nella riproduzione degli interni. Dalle mura di neve di Tateyama, passando per le zone costiere e i villaggi, sino alla Tokyo condensata, il mondo aperto di Horizon 6 è semplicemente maestoso, a qualsiasi ora del giorno e della notte, col cielo limpido o con quello portatore di pesanti precipitazioni. Usando la modalità drone ci si può allontanare dal proprio veicolo per ammirare le ambientazioni per decine di minuti, sorvolando i campi di girasole o gli incredibili paesaggi montani. Guardando alle opzioni grafiche su Xbox Serie X, scegliendo l’impostazione Qualità a 30 fps si gareggia che è un piacere al massimo della ricchezza visiva in 4K, mentre passando al preset Performance a 60 fps – che per ovvie ragioni di fludità potrebbe essere comunque la soluzione preferita da molti – bisogna accettare dei giusti compromessi non solo in termini di risoluzione, ma per fare un esempio anche in materia di densità e qualità della vegetazione. Si tratta ad ogni modo di rinunce comprensibili, che non mettono in ombra la bellezza complessiva dell’immagine.