Aveva appena realizzato uno dei suoi sogni: qualificarsi per la maratona di Boston. Poi, due settimane dopo, la diagnosi che gli ha ribaltato la vita. John B. Johnson, architetto americano di 35 anni dell’Ohio, ha raccontato a People di aver scoperto di avere un tumore al colon poco dopo aver corso la Cleveland Marathon in poco più di tre ore: non era mai stato così in forma, a suo dire. Oggi, dopo cure, chemio e radioterapia, il cancro è scomparso e lui si sta preparando a correre proprio la Boston Marathon insieme al chirurgo che lo ha operato.

«Pensavo fossero emorroidi»

I primi segnali erano arrivati qualche settimana prima della maratona. «Avevo visto sangue nelle feci», racconta Johnson a People. Il medico di base gli aveva consigliato una colonscopia, ma lui aveva deciso di rimandarla: stava affrontando allenamenti intensissimi per cercare di qualificarsi a Boston e tutti pensavano che il problema fosse legato allo sforzo fisico. «Non stavo pensando minimamente al cancro. Avevo 35 anni, ero in salute, correvo più forte che mai».

Poi la maratona, il tempo record personale e l’euforia. Due settimane dopo, però, la colonscopia ha cambiato tutto. «Il medico mi disse che avevano trovato una massa e che probabilmente era un tumore. È stato uno choc». La prima cosa a cui ha pensato non è stata sé stesso, ma la sua famiglia. Sua moglie Sarah e la loro bambina, che all’epoca aveva appena un anno. «Quando senti la parola “cancro”, pensi subito che potresti morire».

La diagnosi e le cure

Gli esami hanno poi confermato un tumore al secondo stadio. La diagnosi definitiva è arrivata il 12 luglio 2023, il giorno del compleanno della moglie. «Dovevamo andare a mangiare tacos», ricorda. Johnson ha affrontato cinque settimane di radioterapia e quattro mesi di chemioterapia. L’ultima seduta è stata il 3 gennaio 2024. Pochi giorni dopo, la risonanza ha mostrato che il tumore era sparito.

Nel frattempo la famiglia si è allargata ancora: due settimane dopo la diagnosi, lui e la moglie hanno scoperto di aspettare un secondo figlio. Accanto a lui durante tutto il percorso c’è stato il chirurgo colorettale David Rosen della Cleveland Clinic, con cui nel tempo è nato anche un forte legame personale. Oggi i due si allenano insieme per correre la Maratona di Boston e raccogliere fondi per un’associazione che promuove la diagnosi precoce del tumore al colon.

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«Non ignorate i sintomi»

Johnson ha deciso di raccontare pubblicamente la sua storia soprattutto per rompere il tabù sui sintomi gastrointestinali tra i più giovani. «I trentacinquenni non parlano di colonscopie, sangue nelle feci o problemi intestinali», spiega. «Da quando ho condiviso quello che mi è successo, tanti amici mi hanno detto: “Anche io ho visto sangue, adesso andrò a farmi controllare”».

Anche il dottor Rosen insiste sull’importanza di non ignorare i segnali: sanguinamento, cambiamenti nelle abitudini intestinali o sintomi insoliti devono essere sempre approfonditi. «Non importa quanto tu sia giovane, forte o in forma», dice Johnson. «Se senti che qualcosa non va, vai a fare un controllo. Se avessi aspettato ancora, oggi forse non sarei vivo».


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