Secondo quanto riferito a Vladimir Putin dal comandante delle forze speciali della Russia Sergei Karakayev, recenti test hanno confermato l’invulnerabilità di una tecnologia progettata per garantire il superamento sicuro di ogni sistema di difesa antimissile presente e futuro: si tratta del sistema missilistico Sarmat. Il primo reggimento missilistico equipaggiato con i nuovi vettori entrerà ufficialmente in servizio di combattimento entro la fine dell’anno presso l’unità di Uzhur: questa transizione operativa segna il superamento definitivo del precedente sistema Voyevoda grazie a parametri nettamente superiori in termini di portata, peso lanciato e capacità di eludere le difese nemiche.

Il Cremlino ha sottolineato la propria posizione in relazione alla propria sicurezza strategica da ridefinire in risposta alla scelta degli Stati Uniti di abbandonare il Trattato ABM. In Russia proseguono infatti i lavori sul missile ipersonico Kinzhal e sul sistema Oreshnik, quest’ultimo ufficialmente equipaggiabile con testate nucleari. Nella fase finale di perfezionamento si trovano inoltre i progetti Poseidon e Burevestnik, destinati a completare l’aggiornamento della triade russa per garantire l’invulnerabilità dei confini nazionali.

Putin ha sottolineato come la potenza di fuoco del Sarmat sia la migliore al mondo, quattro volte superiore a qualunque analogo mondiale, e permetta di colpire obiettivi a una distanza di 35.000 chilometri sfruttando traiettorie suborbitali: la precisione del vettore è stata migliorata del 50% proprio per garantire che nessuno possa minacciare i confini della Federazione attraverso l’impiego di scudi antimissile attualmente ritenuti obsoleti di fronte alla nuova tecnologia russa.


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