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Sydney Sweeney è come appare nella terza stagione di Euphoria. Una sex symbol consapevole del suo corpo e di quello che provoca. «Il sesso per me è qualcosa di naturale, di cui non ci si deve mai vergognare – racconta al settimanale F – Non temo di mostrare il mio corpo nudo, come non sono nervosa se devo girare scene di sesso. Sono convinta che il corpo femminile abbia un incredibile potere. Perché nascondersi?».


APPROFONDIMENTI

Sesso e nudità

Si fa una domanda e si risponde anche: «Ogni donna dovrebbe amare il proprio, magro o formoso che sia. È importante imparare ad amarsi prima di tutto».

E sulle scene di nudo non coperte chiarisce che «prendo il mio mestiere molto sul serio. Sono un’attrice e devo essere fedele al personaggio, non a me stessa. Ci sono state volte in cui il regista Sam Levinson mi ha chiesto di spogliarmi e io ho rifiutato, perché sapevo che Cassie non l’avrebbe fatto. Non credo nella nudità gratuita, ma nemmeno nel censurarsi. Mi spiace solo che molti si concentrino sul mio corpo invece che sul mio lavoro».

Un personaggio che «mi ha reso più sicura di me – confessa ancora – Lei non teme di essere sé stessa, anche se viene criticata.

La vita reale 

Spregiudicata sul set ma nella vita reale che rapporto ha con il sesso Sydney Sweeney? A F risponde così: «Separo totalmente vita personale e professionale. Sesso e amore per me sono importanti, sono passionale. Ma preferisco frequentare uomini che non siano attori, serve equilibrio. So che interpretando ruoli sensuali mi espongo al giudizio più feroce, ma non me ne preoccupo più di tanto perché non posso evitarlo. Essere vista come un sex symbol fa parte del gioco».

E poi si definisce «una romantica senza speranza». Poi aggiunge: «Credo nel vero amore e nel lieto fine. L’amore ti fa sentire libera e sicura. Non amo le avventure, preferisco i rapporti solidi. Però tengo molto alla mia privacy: dopo la mia ultima relazione (il produttore Jonathan Davino a cui è stata legata dal 2022 al 2025, ndr), ho capito che bisogna separare il cuore dal lavoro».


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