A poco meno di 50 chilometri dal traguardo i due si sono resi protagonisti di una bravata che poteva sfociare in tragedia. Eulalio reagisce allargando il braccio, Garofoli colpito al sedere. Bettiol: “Se ci avessero preso ci saremmo fatti male in due…”
14 maggio – 22:21 – NAPOLI
Il gruppo sfreccia verso il traguardo, il rumore delle ruote copre le urla della folla, la maglia rosa è in testa al plotone con la sua squadra. Poi, all’improvviso, in una rotonda il gesto folle, inconsulto: le mani tese in mezzo alla strada, contro corridori lanciati a oltre cinquanta all’ora. Succede tra Brusciano e Marigliano, nel cuore della sesta tappa da Paestum a Napoli, a poco meno di cinquanta chilometri dal traguardo. Afonso Eulalio, leader della corsa, è il primo ad essere toccato e reagisce allargando il braccio per respingere il ragazzo più scalmanato. Subito dietro Gianmarco Garofoli viene colpito al sedere, mentre dal gruppo esplode lo sdegno.
scene assurde—
Scene assurde, immortalate dalle telecamere davanti a centinaia di spettatori increduli. I responsabili hanno 19 e 20 anni, arrivano da San Vitaliano, in provincia di Napoli. La polizia li ha identificati e denunciati per procurato pericolo durante una manifestazione sportiva: per entrambi è scattato il daspo urbano. Volevano “fare una bravata”, ma bastava un contatto in più per provocare una caduta devastante. “Ho visto tutto perché davanti a me c’era Thomas Silva (l’uruguaiano ex maglia rosa, ndr) che l’ha mandato a quel paese. Non si rendono conto della velocità a cui andiamo”, ha raccontato Alberto Bettiol. “Se li prendiamo, ci facciamo male tutti”.
la dura reazione del giro—
Durissima la reazione del Giro d’Italia sui canali social: “Vi adoriamo a bordo strada, ma c’è un limite da non superare. Non siate come questa persona”. Così Davide Ballerini, vincitore di tappa: “Esibizionisti? Non lo so. Non si sono resi conto di ciò che poteva succedere, ma non penso si volessero lanciare dentro al gruppo. Spero che si capisca che se vengono a vederci e tifare sono i benvenuti, ma ci deve essere rispetto reciproco”.
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