L’abuso di sostanze e gli sperperi di denaro la aiutavano a scappare da cosa?
«Sarebbe ingiusto da parte mia parlare di fuga perché al tempo avevo tutto quello che potessi desiderare. Se fai uso di sostanze e hai un rapporto con il denaro come quello che ho avuto io è evidente che tu abbia dei sensi di colpa che ti porti dietro e che cerchi di spegnere».

Senso di colpa per cosa?
«Soprattutto nei confronti dei miei figli. Anche se oggi ho un ottimo rapporto con loro, è ovvio che delle mancanze da parte mia ci siano state: avrei potuto fare meglio, specie con le mie due più grandi».

Quando ci ha dato un taglio?
«Quando mi sono reso conto che quei vizi non portavano a nulla: con il tempo le esigenze cambiano e ho capito che dovevo fare la mia parte per essere stabile, soprattutto per i miei figli. Sono stati loro l’ago della bilancia».

Oggi col dolore che rapporto ha?
«Sono riuscito a guardarlo in faccia e ad accoglierlo a braccia aperte: è stato formativo. Ho avuto tanto tempo per assorbirlo e tirarlo fuori, e ad aiutarmi in questo è stato determinante il lavoro oltre che il tempo che passa».

Che rapporto ha con il tempo?
«È come l’acqua che passa sui ciottoli del fiume: li plasma, li smuove. È come se in qualche modo certi angoli del mio carattere e della mia persona si fossero smussati e ammorbiditi. Ora, per esempio, sono molto più pronto a mettermi in discussione prendendo atto di non essere infallibile».

Pensava di esserlo?
«Ero talmente sicuro di me e di fare bene da non rendermi conto che spesso, criticando gli altri e prendendo posizione, rischiavo di essere aggressivo e prevaricatore. Oggi mi prendo la possibilità di riflettere e di capire che è giusto tenere qualcosa per me».

L’impetuosità dipendeva dalla libertà che aveva quando era bambino?
«Ero un bambino messo alla prova, visto che i miei genitori mi hanno sempre dato molta fiducia lasciandomi sbagliare con le mie mani e facendomi godere una libertà maggiore rispetto a quella dei miei coetanei, visto che non avevo orari e non dovevo chiedere il permesso per andare in vacanza. Questo mi ha portato ad avere molto presto delle responsabilità capaci di farmi tirare il freno al momento giusto».

Sua madre e suo padre hanno divorziato quando aveva un anno: si è mai sentito diverso per questo?
«Se è successo, non me ne sono accorto. Erano anni belli, fatti di comitive, cene in pizzeria e viaggi tra Formello, dove abitava mio padre, e Monte Mario».

Pensava mai al futuro?
«Ho sempre pensato di avere delle qualità ben nascoste che presto o tardi sarebbero uscite fuori. Al di là della fortuna di essere nato in una famiglia come la mia, ero certo che in qualche modo nella vita me la sarei cavata, e infatti è successo».