Lei ha mai voluto essere guardata dagli altri?
«Macché, io sono voluta sempre sparire. La cosa più preziosa che ho imparato nell’età adulta è che, se non hai niente da dire, non devi per forza dire qualcosa. Mi è capitato di essere presente a serate in cui stavo in silenzio e ascoltavo gli altri senza per forza intervenire. Non credo che questo, però, mi renda una disagiata. Sono semplicemente attenta all’ascolto».
L’ascolto nella sua vita?
«Nella serie è stato fondamentale ascoltare il mio collega Francesco Di Napoli, considerando che veniamo da due mondi attoriali diversi: questo ci ha permesso di legare in maniera particolare. In generale l’ascolto significa essere aperti ad accogliere».
Nonostante lei preferisca mettersi in disparte, è in un momento di grande popolarità: come la vive?
«È una cosa che attribuisco al lavoro, che spero naturalmente che vada sempre bene, ma la verità è che non sono così riconoscibile come la gente crede».
Cioè?
«Per strada, per dire, è molto difficile che mi riconoscano. Per esempio, adoro andare in giro con Maurizio Lastrico, e ogni volta la gente lo ferma: io, che gli sono vicino, rimango inosservata. È anche capitato che qualcuno gli dicesse che quell’attrice, la Giannetta, con cui ha fatto uno sketch a Sanremo è molto brava, e lui ride sempre sotto i baffi».
Come si spiega che la gente non la riconosca?
«Forse sono semplicemente diversa dall’aspettativa che gli altri pensano di avere di me. Le persone più belle sono, però, quelle che ti riconoscono dalla voce: significa che sono state attente, e lì non c’è bisogno della vista. Esattamente come Blanca».
Blanca le ha regalato il successo: è mai stato un obiettivo?
«Non è mai un obiettivo. Almeno per gli attori bravi. Philip Roth diceva che i libri non si scrivono per inseguire il successo ma per fare arte al servizio dell’arte, e io sono d’accordo. Penso, per esempio, a Le città di pianura, un film che è stato distribuito molto bene e che ha avuto successo perché il pubblico ha riconosciuto l’autenticità del racconto e il cuore che Francesco Sossai ci ha messo».

VIRGINIA BETTOJA