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“Noi non siamo proprietari dei diritti e abbiamo diversi paesi collegati, perché li gestisce l’Atp Media, e abbiamo un torneo che è parte di un circuito internazionale, l’Atp, con il Supervisor presente qui, e non credo abbia la possibilità di spostarlo solo perché c’è un “deficiente” – così ho letto – che ha organizzato un calendario di un campionato di calcio fatto con i piedi”. Si narra che partirono “novantadue minuti di applausi” per Angelo Binaghi, il presidente della Federazione Italiana Tennis e Padel, l’unico, lo diciamo senza timore, uscito pulito e più forte dal caos derby di Roma che ha coinvolto la Lega Serie A, la Prefettura, il TAR e i tifosi. E questo al di là del fatto che il tennis oggi è lo sport nazional-popolare, Sinner domina e vince mentre la Nazionale non va ai mondiali e il mondo del pallone è sempre travolto da scandali di vario genere.
Parliamo in termini di organizzazione e di progettazione. Il derby alle 12:00 in sé non è il pasticcio, ma la figura che ha fatto il calcio, e anche Roma, in questi giorni è stata veramente ridicola. Il calendario della Serie A 2025/2026 è stato ufficializzato a giugno 2025. Siamo a maggio 2026. Che gli Internazionali si sarebbero giocati in quel periodo si sapeva da tempo. Allora facciamo qualcosa per arrivare organizzati a due grandi eventi? (Parliamo di sport, di una partita di tennis e di una di calcio). “Non avevamo previsto la concomitanza degli eventi e la Lazio in finale”, così risponde il capo, il numero uno della Lega Serie A. Ma ti guarda questa Lazio che fa il suo e lotta per arrivare a giocarsi un trofeo. Ma davvero? Eh sì, siamo in Italia, il Paese del “poi si vede”. E si è visto il disastro.
Gli ultimi giorni sono stati davvero imbarazzanti. Si gioca alle 12:30 (Lega), no lunedì alle 20:45 (Prefetto), Vedremo (Lega), vedetevela voi (TAR), ma che voi del tennis potete spostarvi? Noi del calcio anticipiamo (Lega), risata malefica di risposta (FITP). Un circo. Però alla fine una soluzione si è trovata, Habemus Derby, sì e pure le altre quattro partite da giocare in contemporanea per la regolarità del campionato (che poi…ogni domenica con interventi o non del VAR, a seconda dei casi, così regolare non sembra, ma vabbè). Dicevamo Habemus Derby! E grazie a chi? Alla Lega? Al Prefetto? All’altra guancia della FITP? No, ai tifosi. Ai tifosi della Roma, precisamente della Curva Sud. Sì, perché quelli della Lazio sono stati coerenti: loro non entrano, che si giochi di lunedì, martedì, domenica, sabato, giusto solo per la finale di Coppa Italia (e per come è stata giocata e andata…).
Al “non entriamo il lunedì sera” da parte del tifo organizzato giallorosso, il panico totale. Il calcio è dei tifosi, d’accordo, ma addirittura così da farsi ricattare (questo è stato) forse è un po’ eccessivo. Le istituzioni si sono ben arrese alla volontà del caldo tifo romanista, che si sottolinea ha fatto bene ad arrabbiarsi (eufemismo), per il continuo cambio data. E quindi il tifo, quello che mette a ferro e fuoco una città, ha deciso: il derby si gioca di domenica.
E così sarà, e via con i ringraziamenti della Lega che commenta: “Un ringraziamento va anche ai club, agli atleti e ai tifosi per aver compreso l’importanza di mantenere la contemporaneità nella penultima giornata”, e che aggiunge: “nominerà un responsabile della sicurezza che farà da unico interlocutore con l’Autorità di Pubblica Sicurezza per l’intera area del Foro Italico. Piano integrato per i flussi di pubblico: un piano di safety unico per stadio e Foro Italico, con gestione dei flussi delle tifoserie tramite steward, e procedure chiare per emergenze sanitarie e antincendio. Comunicazione ai tifosi: sarà avviata una campagna di sensibilizzazione per invitare le tifoserie alla responsabilità e al rispetto, nell’interesse di una giornata di sport e valori condivisi”.
Un piano straordinario per una partita di calcio e una di tennis. Pensa te. Bello. Anche perché poi, dai, il derby il lunedì sera non si poteva fare, è pericoloso, perché si sa che se le tifoserie volessero menarsi alla luce del giorno, per una strana magia non riescono a farlo. Quindi alle 12:00 scontri sicuramente evitati. Chiaro, c’è il sole. E poi lunedì c’è lo sciopero dei trasporti: come si poteva raggiungere lo stadio?
Quindi tennis salvato, derby salvato, contemporaneità e regolarità del campionato salvate. Tutti felici. O quasi. Cioè, sicuramente no. Almeno Sarri e chissà se lui si presenterà all’Olimpico domenica 17 maggio, la giornata del derby e del tennis, quella per cui le istituzioni (sportive e non) hanno fatto “divertire” un Paese intero e non solo. Che circo. Che amarezza, avrebbe detto qualcuno.
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