Riccione, 15 maggio 2026 – “Abbiamo battuto le lobby della nostalgia”. La sindaca di Riccione Daniela Angelini lo dice dopo la firma dal notaio Mauro Plescia per l’acquisto a titolo definitivo di villa Mussolini dalla società Rimini cultura srl, facente capo a Fondazione Cassa di risparmio di Rimini.

Alla stipula, davanti al notaio, erano presenti la sindaca Daniela Angelini, la vicesindaca Sandra Villa, l’assessore al Bilancio e Patrimonio Alessandro Nicolardi e la dirigente al Bilancio e Patrimonio Cinzia Farinelli.

Per la Fondazione Cassa di risparmio di Rimini, ha siglato l’atto il presidente Paolo Pasini, mentre il Comune riccionese lo ha firmato la dirigente Farinelli.

La Fondazione Carim, la vendita di Villa Mussolini, il progetto di Massano

Si chiude così una partita che era iniziata nell’autunno scorso quando Fondazione Carim aveva messo in vendita l’immobile famoso per essere stato la casa per le vacanze della famiglia Mussolini negli anni Trenta. Oltre al Comune il duello per portarsi a casa la villa aveva visto come protagonista la società David2 srl dI Torino, con un progetto sostenuto da Massimo Massano, negli anni Novanta del secolo scorso onorevole missino. David2 è arrivata a presentare due esposti, in sede civile, per tentare di bloccare il rogito, e in sede penale, dopo che la tardiva offerta per un valore nettamente superiore alla cifra offerta dal Comune, era stata rifiutata dalla Fondazione.

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Villa Mussolini e le polemiche politiche, la risposta della sindaca Angelini

La vendita della villa è diventata anche un confronto politico con esponenti di Fdi a criticare l’operato del Comune e della Fondazione. Oggi la sindaca ne ha anche per loro. “Non posso tacere di fronte ai tentativi scomposti di chi ha cercato di ostacolare questo traguardo – ribatte Daniela Angelini -. Mi riferisco alle azioni della società David2, che ha tentato in ogni modo di interferire con una procedura pubblica trasparente, arrivando a presentare esposti infondati, una pratica che purtroppo a Riccione conosciamo molto bene, pur di bloccare il rogito odierno. Ma mi riferisco anche a quei politici che hanno lavorato attivamente contro l’interesse di Riccione nell’unico intento di sostenere operazioni pericolosamente nostalgiche. È deplorevole che rappresentanti delle istituzioni abbiano preferito assecondare interessi privati e mire ideologiche anacronistiche pur di tentare di affossare questo progetto. Hanno provato a svendere l’identità della nostra città per scopi politici di basso profilo; noi abbiamo risposto con la schiena dritta e con un progetto di rilancio che non ha eguali. Non abbiamo accettato ricatti né rappresentazioni distorte: questa è una vittoria della Riccione che guarda avanti, libera e democratica, contro ogni lobby della nostalgia”.

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Per il Comune il cerchio è chiuso, ed ora può costruirsi il progetto artistico e culturale pensato per far diventare la villa “un centro espositivo di livello internazionale e un laboratorio di welfare culturale che connetta le nostre ville storiche in un unico, grande distretto della bellezza a disposizione delle scuole, dei cittadini e dei turisti”.