Il danese domina la prima tappa di montagna senza stravincere. Pellizzari attacca con coraggio e conferma talento e ambizioni da podio
Il Re Pescatore è già padrone del Giro, come volevasi dimostrare… Jonas Vingegaard, ampiamente il più atteso, vince la prima tappa di montagna, senza però strapazzare la corsa e gli avversari. Il danese era e si conferma il grande favorito per la maglia rosa finale, ma il suo primo affondo non è stato un pugno da kappaò. È stata un’operazione chirurgica per fare chiarezza e giocare a carte scoperte. L’austriaco Felix Gall lo ha tenuto lì a uno sguardo e gli ha addirittura recuperato dei secondi per chiudere al secondo posto a 13”. Sconfitto senza affondare anche Giulio Pellizzari, l’unico che ha provato rispondere e per questo ha pagato. Certo, tatticamente il giovane marchigiano ha sbagliato, ma ha avuto il coraggio di correre da campione. E noi preferiamo chi sbaglia per eccesso di fiducia a chi corre da ragioniere col bilancino per misurare gli sforzi. Pellizzari, con la forza spavalda della gioventù, ha seguito il suo istinto, convinto di avere le gambe per duellare con re Vingegaard. Il danese però, nelle gare a tappe, è secondo soltanto a quel marziano di Pogacar. In carriera ha già vinto due Tour de France (2022 e 2023) e l’ultima Vuelta. Quest’anno ha gareggiato solo alla Parigi-Nizza e al Catalogna, dominando con la pipa in bocca. La sua superiorità in questo Giro è una fin troppo facile previsione.
a caccia dei propri limiti—
Ma era giusto che Giulio andasse alla ricerca dei suoi limiti. Ci stava anche un errore di presunzione di cui farà tesoro per il resto di questo Giro per puntare al podio, che sarebbe già un traguardo importante. Pellizzari è andato fuori giri ed è saltato, ma grazie anche all’aiuto di Hindley non è crollato. Come non è crollato il portoghese Alfonso Eulalio, sempre in maglia rosa con 3’17” su Vingegaard. Il danese può tornare all’assalto già oggi sui Muri marchigiani e domani a Corno alla Scale. La maglia rosa, già in questo fine settimana, o nella crono di Massa Carrara, passerà sulle sue magrissime, ma solide spalle.