L’attaccante: “Troppa pressione sulla vostra Nazionale, la mia Bosnia non è più forte degli Azzurri. Spero che la Roma vada in Champions League. Per l’Inter è stata un’annata storica”
Giornalista
16 maggio 2026 (modifica alle 08:59) – MILANO
Soltanto a gennaio, mica un secolo fa, aveva deciso di smettere. Ma i campioni possiedono una forza interiore che è molto più efficace dell’orgoglio. E allora Edin Dzeko ha trovato una soluzione: tornare in Germania, rimettendosi in gioco in Bundesliga 2, con il compito di aiutare lo Schalke 04 a tornare al piano di sopra. Fatto, con tanto di festa in barca in Costa del Sol. In più, il 31 marzo, si è tolto una soddisfazione dal valore inestimabile: unire i bosniaci di tre etnie e due generazioni diverse per festeggiare sulle strade di Sarajevo la qualificazione al Mondiale che mancava dal 2014. Ahinoi, che restiamo a guardare. Adesso, a 40 anni compiuti, Dzeko pensa al gran finale.
“Non lo so, devo confrontarmi con il mio club. Per il momento mi godo la gioia di aver restituito allo Schalke il posto giusto: la Bundesliga”.
Pochi mesi fa sembrava immalinconito alla Fiorentina.
“In effetti giocavo poco, la situazione nella squadra era caotica, stavo pensando di chiudere. Ma dentro di me una vocina mi diceva che non avrei potuto lasciare il calcio da uomo triste. E ho cambiato: avevo bisogno di una squadra che mi facesse giocare con continuità perché il grande obiettivo era partecipare all’ultimo Mondiale”.
La sua Bosnia però ha fatto uno scherzo tremendo all’Italia. È stata la rivincita di Dzeko?
“No, perché? Io penso che la vostra Nazionale sia più forte della nostra. E la partita è andata in un certo modo anche a causa dell’espulsione di Bastoni. Secondo me l’Italia è stata eliminata perché ha sentito la pressione del terzo Mondiale di fila che sfuggiva via. Pressione che anche voi media avete alimentato”.
“Per giorni avete parlato del nostro stadio, dell’inferno che avreste trovato a Zenica, dei balconi che si affacciavano sul campo, senza analizzare il reale valore della Bosnia, che ha tanti talenti interessanti pur non essendo al vostro livello”.
La storia del video di esultanza di Dimarco, Vicario ed Esposito vi ha caricati?
Che caos a Firenze, ho pensato di smettere. Troppa pressione sulla vostra Nazionale, la mia Bosnia non è più forte degli azzurri
“Non credo che quella vicenda abbia inciso più di tanto. Anche a me è capitato di essere contento per un sorteggio. Il problema è che nell’era dei social bisogna stare attenti a tutto per non essere beccati. La diffusione del video ha creato trambusto”.
Qual è il male del calcio italiano? Lei lo ha vissuto da varie prospettive per molto tempo.
“Non sta a me dirlo. Ma qualcosa di sicuro non funziona, visti i risultati. Una squadra come l’Italia non può avere paura della Bosnia o appunto del Galles”.
Torniamo a Firenze. Cosa è andato storto?
“Capita di non trovarsi bene in un posto. Le aspettative erano alte e nessuno è riuscito a rispettarle”.
Dove la ricordano con piacere è all’Inter: si aspettava una stagione così?
“Non posso dire di essere sorpreso perché già quando c’ero io la società e la squadra erano di grande livello. Ma questa è stata davvero un’annata storica, per la quale devo fare a tutti i complimenti. Anche a Chivu, che all’inizio veniva guardato in modo strano e che invece ha dimostrato il proprio valore”.
Quanto manca all’Inter per tornare competitiva anche in Europa?
“Non sono andati bene in Champions ma può capitare”.
Un giovane difensore bosniaco, Muharemovic, potrebbe essere il primo rinforzo.
“Sarebbe un’operazione top. Per l’Inter e per il giocatore, che ovviamente conosco molto bene. È un ragazzo già pronto per il salto”.
L’altro gioiello Alajbegovic è pronto per un grande club?
“Ha 18 anni e una grande personalità. Altrimenti non calci due rigori decisivi ai playoff mondiali. Ma deve tenere i piedi per terra e scegliere bene: gli consiglio di andare in un posto dove può avere spazio per crescere”.
L’altra ex squadra di Dzeko, la Roma, andrà in Champions?
“Lo spero: come l’Inter, mi è rimasta nel cuore. Mi auguro che il mio ex capitano Daniele (De Rossi, ndr) riesca a fermare il Milan domani: penso possa riuscirci”.
In conclusione, Edin, qual è il segreto della sua longevità?
“Ho imparato a curare il mio corpo in maniera continuativa. È l’unico modo per rallentare l’invecchiamento”.
Spero che la Roma vada in Champions League. Mi auguro che il mio ex capitano Daniele (De Rossi, ndr) riesca a fermare il Milan domani: penso possa riuscirci
Quindi continua a giocare.
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“Finché sentirò di poter essere utile alla squadra in cui gioco, non ho ragione di smettere. Non ci avrei mai creduto 10 anni fa. Quindi continuo, solo che non so ancora dove”.
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