“A dire la verità, dopo due giorni dalla separazione ero felice. Forse un po’ disorientata ma woooah. Certo, prima le stagioni ci sono state e anche un inverno prolungato”. Inizia così la lunga intervista concessa da Paola Turci al Corriere della Sera. A margine dell’uscita del suo nuovo singolo “Vita mia” – scritto a quattro mani con Veronica Lucchesi de La Rappresentante di Lista – la cantautrice romana affronta per la prima volta pubblicamente i retroscena della rottura con Francesca Pascale.
Il senso di ospitalità e il trasferimento “bucolico”
Dietro la fine del matrimonio durato due anni (concluso, ammette la stessa Turci, con il ricorso ad avvocati e diffide reciproche), c’era una profonda insofferenza geografica e relazionale. La cantante rivela come il trasloco nella tenuta toscana di Pascale sia stato un passaggio difficile: “Da metropolitana quale sono, i cinque anni vissuti nella Toscana bucolica mi sono pesati“, spiega. Un disagio amplificato dal non sentirsi mai padrona del proprio spazio: “Siamo state sposate, ma io avrei voluto vivere nella mia casa. Mi è mancata molto una casa che sentissi mia […] Mi sentivo ospite”. Rispondendo alle affermazioni pregresse di Pascale (che l’aveva accusata di “disprezzare Berlusconi ma non il fatto di vivere in casa mia con il suo denaro”), Turci ribatte punto su punto: “Ho sempre vissuto delle mie forze e del mio lavoro, sono sempre stata autonoma”. Concorda invece con l’ex consorte sul definire “tossico” l’ultimo periodo della loro relazione: “C’erano incomprensioni ed era sempre più marcata una differenza di vedute e di opinioni che all’inizio non c’era. Se incontrassi la persona che vedo in certi filmati adesso, come quello di Viareggio [dove Pascale ha insultato dei manifestanti pro-Palestina, ndr], eviterei di averci a che fare”.
“Mai state amiche”: i legali e la lite sui cani
Attualmente, le comunicazioni tra le due donne sono interrotte. “Non siamo amiche”, taglia corto Turci con una battuta, spiegando le dinamiche del post-separazione. “Io sono una persona pacifica e pacificatrice. Ho tentato di contattarla, non con grandi slanci, ma non mi è stato possibile raggiungerla. Lei dal giorno uno ha mandato avanti i suoi avvocati e di conseguenza io ho fatto lo stesso. Ora si parlano fra legali“. Lo strascico più doloroso, sottolineato dalla cantautrice al Corriere, riguarda la gestione dei cani: non solo i dieci di Pascale, ma anche “Lupo“, il cucciolo arrivato durante la loro convivenza. Turci rivela un retroscena sul contratto di separazione: “Avevo rinunciato a rimanere in una delle sue case in attesa della sistemazione della mia, pur di avere in cambio la possibilità di vedere i cani due volte al mese“. Un accordo che, stando alla sua versione, non è stato rispettato dall’ex moglie. Di fronte a continui dinieghi, la decisione sofferta: “Dopo qualche mese in cui le ho pensate tutte per poterli incontrare ho deciso di dare un colpo secco e di non vederli più. Ho deciso di non fare un torto al mio Lupo e l’ho lasciato nel branco in cui è arrivato”.
La scoperta, l’innamoramento e il gossip
Tornando agli albori della loro storia, Turci chiarisce l’origine della scintilla, nata al di fuori di ogni etichetta: “Quando incontri una persona non pensi ‘con chi è stata prima di me?’ […] È stata la prima e forse l’ultima volta in vita mia che mi sono innamorata di una donna, ma non la prima che mi sono innamorata di una persona”. A incuriosirla fu un’intervista letta su un quotidiano (“Parlava solo di diritti civili […] Una visione che non era certamente di destra”), a cui seguì un corteggiamento esplicito da parte di Pascale. E in merito alla famosa intervista a Belve di Francesca Fagnani, Turci sgombra il campo dai pettegolezzi: “È stato tutto travisato […] In realtà la gelosa era lei”.
La ripartenza a Roma e il futuro (senza altri matrimoni)
Oggi Paola Turci vive una fase di profondo rinnovamento artistico e personale. Rientrata a Roma in una casa con “pavimenti, divano, tavolo e sedie nuovi”, ha ritrovato la propria identità urbana. “Mi fa piacere sentire l’autobus che passa lontano, è un sintomo di presenza umana che è quello che mi è mancato”, confida. Una rinascita che si incarna nel singolo “Vita mia”, preludio a un nuovo album e a un probabile ritorno ai live musicali dopo gli anni dedicati al teatro e al monologo sulla sua guarigione dall’incidente automobilistico del 1993. E alla domanda su un ipotetico terzo matrimonio, la risposta è categorica e chiude il capitolo sentimentale: “Noooooo. Questo, anche se non ce n’era bisogno, l’ho fatto per amore: lei avrebbe voluto sposarsi dopo sei mesi che ci siamo conosciute”.