Laterina (Arezzo), 16 maggio 2026 – Ceccherini ha riproposto la scena cult della bara. Mentre Pieraccioni è andato indietro nei ricordi: “Anni mitici quelli del Ciclone. Anche il mio commercialista vorrebbe ci fosse un altro film così”. Scherza lo stesso Leonardo Pieraccioni, ma certo la nostalgia è tanta per la festa pubblica andata in scena a Laterina, in provincia di Arezzo, per i trent’anni del ciclone. Fu qui che venne girato il film.

Pieraccioni, che festa per i trent’anni del Ciclone: “Anni mitici”. E Ceccherini ripropone la scena cult
Il casale di Laterina

Qui c’è il casale dove è ambientata gran parte della trama, dove arrivano le affascinanti danzatrici spagnole a gettare scompiglio nella famiglia di Pieraccioni. Un film culto, un film con una sua grazia, che ancora oggi “tutti guardano, da coloro che sono più attempati fino ai ragazzini attraverso lo streaming”, dice Pieraccioni.

Il Ciclone torna a Laterina dopo 30 anni, un'immagine cult del film

Il Ciclone torna a Laterina dopo 30 anni, un’immagine cult del film

Un film sempre amato

Una pellicola che ha attraversato il tempo e che oggi torna in questo pomeriggio di sabato ricco di revival. Ha partecipato alla festa anche Massimo Ceccherini, un altro dei protagonisti del film. Che ha riproposto una scena cult, quella in cui si infila in una bara chiedendo di essere seppellito: “Tappami Levante”. Una frase rimasta nel mito e che ancora oggi strappa risate e applausi. 

Leonardo Pieraccioni e Lorena Forteza

Leonardo Pieraccioni e Lorena Forteza

“Le ballerine? Vivono ancora nel casale – dice ancora Pieraccioni – Il tempo è passato e loro sono sempre bellissime. Tutte le sere ballano sul tavolo, che adesso si è un po’ abbassato per i troppi balli”. E poi il ricordo più dolce, quello del compianto regista e maestro Mario Monicelli: “Chiesi a lui di fare la voce del nonno Gino (la voce fuori campo, con cui Pieraccioni dialoga durante la pellicola). Lui era titubante: non sapeva se era all’altezza. Vide il film e disse di sì a prestare la sua voce. Per me fu qualcosa di immenso, come se Maradona approvasse un mio dribbling in campo”.