I due candidati alla presidentza federale in un’intervista doppia a “Il sabato al 90°” su Rai2
16 maggio – 21:50 – MILANO
Un’intervista doppia che accende la sfida elettorale. “Il sabato al 90°” – in onda oggi alle 23 su Rai2 – ha fatto parlare i due candidati alla presidenza Figc, Giovanni Malagò e Giancarlo Abete. Ecco le anticipazioni della puntata.
il ct—
Parlando del futuro ct l’ex presidente del Coni ha detto: “Che caratteristiche deve avere? Deve innamorarsi del progetto, gettare il cuore oltre l’ostacolo. Non possiamo permetterci di sbagliarlo perché lo vediamo dal 2006, tu puoi anche essere il miglior gestore della Federazione, ma se non ottieni almeno il risultato minimo, poi devi dimetterti”. Mentre per Abete “ci sono i selezionatori che sono in grado di creare l’alchimia giusta anche se esiste il problema dei pochi giorni l’anno per allenare. Guardiola? Nulla da dire, ma ci sono tecnici italiani che hanno vinto all’estero, penso che ne abbiamo di qualità che possano guidare la Nazionale”.
riforma dei campionati—
Sul progetto di ridurre la Serie A a 18 squadre Malagò spiega: “Sarebbe la soluzione migliore, lo pensano anche i grandi club, ma le squadre che lottano per salvarsi non sono d’accordo, bisogna tirar fuori il coniglio dal cilindro. Va detto però che nei paesi in cui si vince sia a livello di nazionali sia a livello di club, tolte Francia e Germania, si gioca a 20. E in Inghilterra giocano anche due coppe di lega. I ct si lamentano che hanno poco tempo per allenare, però anche altrove è così, bisogna adattarsi”.
giovani italiani—
Abete parla dei giovani talenti di casa: “L’unico modo per stimolare l’impiego di giovani calciatori italiani è incentivarlo con dei riconoscimenti economici che magari potrebbero arrivare dai diritti tv, quindi da una legge dello Stato. Si può premiare chi utilizza giovani selezionabili come avviene con la riforma Zola della Serie C”.
eleggibilità—
Viene chiesto a Malagò se si aspetti qualche sorpresa sull’eleggibilità. E lui una mezza frecciata la lancia: “Sinceramente no, altrimenti non mi sarei candidato, anche se con il passare del tempo faccio fatica a non aspettarmi sorprese…”. E sul ministro per lo Sport Abodi: “Conosco Andrea da decenni, la nostra storia dirigenziale ha avuto reciproci elementi di vicinanza, sono stato molto felice quando è diventato ministro e abbiamo festeggiato a casa mia. Poi, nella vita tante cose possono cambiare ma non da parte mia”.
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passi indietro—
Abete risponde così a chi gli sottolinea il vantaggio che oggi ha Malagò: “In un confronto elettorale è fisiologico che ci sia chi prende più voti, ma se partissimo dal presupposto che chi è sfavorito alla fine ritira la candidatura non va bene. In una logica di democrazia dobbiamo credere nel confronto accettando che ci sia un vincitore e un perdente. Ritirare la candidatura con un programma condiviso? Il problema è che sui programmi finora non ci ha lavorato nessuno”.
La Gazzetta dello Sport
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