Un Basso (Ivan) nell’Alto (Vicentino). Nei giorni scorsi l’ex ciclista, vincitore del Giro d’Italia nel 2006 e 2010, è stato ospite a Schio di Sella farmaceutici, sponsor del Team Polti, squadra impegnata al Giro di cui Ivan Basso è team manager. Per lui un ritorno in zone già frequentate in passato. 

«Da giovane e da professionista passavo spesso da queste parti – ha spiegato il campione – quando correvo per la Zalf Fior abitavo a Castelfranco, inoltre mio padre è veneto e quindi conosco bene la zona. Mi sono allenato più volte nell’Alto Vicentino, è un territorio che offre dei percorsi interessanti per gli allenamenti, soprattutto in salita, ma non solo. Una volta quand’ero ragazzo ho vinto la salita al monte Corno».

Un maxi curriculum

Partito da Cassano Magnago, il varesino Basso ha girato il mondo: in bacheca anche due podi al Tour de France e un oro ai mondiali under 23. Nel suo lungo viaggio in sella (si è ritirato nel 2015) ha conosciuto anche l’ambiente del ciclismo vicentino. «Qui c’è un’attenzione particolare per le giovani promesse, mi viene in mente il bassanese Francesco Busatto. Di certo, il territorio ha dei talenti e una cultura importante per il nostro sport. Lo deve ai suoi campioni e al lavoro degli imprenditori, penso alle aziende Sella e Faizanè. E seguo con attenzione ciò che sta facendo Filippo Pozzato con tutte le sue iniziative, non solo quelle legate alla Veneto Classic o al Giro del Veneto: oltre alle gare, lui ha creato un evento legato al mondo della bicicletta, un progetto che avvicina tante persone. È il miglior modo per promuovere una disciplina sana e proiettarci nel futuro. E non dimentichiamo che questo territorio, negli anni, ha aiutato tanto l’organizzazione delle tappe del Giro d’Italia».

Ora lavora per il Team Polti

In questi giorni Basso è sulle strade del Giro nella veste di manager del Team Polti. 

Quando si parla di Vicenza e bici, torna sempre in mente Davide Rebellin, morto nel 2022 a Montebello in seguito a un incidente stradale. «Ho un bellissimo ricordo di Davide – dice il campione varesino – mi lega a lui l’educazione e la capacità di avere la parola giusta al momento giusto. Sapeva sempre cosa dire e quali consigli dare. La mia prima vittoria importante tra i professionisti fu proprio davanti a lui, al Mont Faron in Francia nel 2001».

Oggi Basso parla nelle aziende, scrive libri e lavora dietro le quinte del ciclismo

«Davide era un uomo d’altri tempi, manca a tutti noi, così come Michele Scarponi e tanti ragazzi che purtroppo ci hanno lasciato per degli incidenti in bici. Questo è un tema che deve farci riflettere» conclude.