Rosa lascia a Cocìss un cellulare con un solo numero memorizzato: il suo. Nessun altro contatto, nessun margine di errore.

Nel nascondiglio abbandonato del locale Rosa Elettrika arriva un cane randagio e maleodorante chiamato “Fieto” (“puzza” in napoletano) che simpatizza subito con Cocìss. Del resto lui ha una passione vera per i cani, forse l’unica eredità buona trasmessa da suo padre, che ha la stessa passione. Ascoltando la radio, Cocìss scopre che il suo amico Lorenzo “Mano Morta” è morto. Poco dopo sente anche l’intervento di Miriam Scurante, che continua a indicarlo come l’assassino di sua cugina, la piccola Caterina Scurante, e accusa la polizia di averlo lasciato scappare.

Travolto dalla rabbia e dal bisogno di essere creduto, Cocìss commette l’errore che Rosa gli aveva proibito: usa il telefono e chiama Miriam. Dal loro dialogo emerge il legame sentimentale tra i due. Lui le giura di essere innocente e le dice di volerle ancora bene, ma Miriam lo respinge: per lei resta l’uomo che ha distrutto la sua famiglia.

Intanto Reja arriva al locale Rosa Elettrika. Cocìss sente dei passi, il cane inizia ad abbaiare e lui riesce a fuggire ancora una volta, lasciando però tracce evidenti del loro passaggio nel locale.

Un flashback riporta al passato di Rosa bambina insieme al padre. Lui le suona la chitarra e canta No Surprises dei Radiohead: “No alarms and no surprises” diventa una carezza sospesa nel tempo, mentre tutto intorno sembra fermarsi. La musica appare come il loro vero linguaggio comune, il luogo emotivo in cui riescono ancora a incontrarsi.

Subito dopo, però, il padre convince Rosa a non raccontare nulla dell’incendio al Rosa Elettrika. Le dice che a volte bisogna lasciare indietro certe cose per poter andare avanti. In quel locale suonavano insieme e Rosa soffre all’idea di perderlo, ma lui prova a rassicurarla: ne troveranno un altro, perché la cosa importante è che ci siano ancora “io e te, la mia Rosa Elettrika”. Un abbraccio, il loro modo speciale per “ricaricarsi”. Poco dopo arriva la polizia: una giovane Reja entra in casa per fare domande sull’incendio, mostrando come i destini dei personaggi fossero già intrecciati molti anni prima.

Rosa, Cocìss e il cane Fieto si presentano a casa di Carlo Morano, il collega amco fidato di Valera. Rosa gli chiede aiuto per procurarsi documenti falsi.    

“Ci leghiamo troppo, Rosa. Magari in modi diversi”, dice Morano a Rosa, mettendola in guardia sul confine fragile tra lavoro e coinvolgimento emotivo. Il cane Fieto resta da Morano per essere lavato e accudito, mentre Rosa e Cocìss ripartono di nuovo sulla statale. Qui durante un controllo stradale, Cocìss prende la pistola e spara ai poliziotti senza esitazione. Poi resta senza fiato, quasi travolto da ciò che ha fatto, mentre Rosa lo guarda con paura e incredulità.