di
Marianna Peluso
È successo vicino alla casa di Giulietta. C’è chi è rimasto in coda anche 26 ore: «Un Audemars Piguet vero costa una fortuna. Questo lo paghi 400 euro»
Ventisei ore sul marciapiede, sotto una pioggia che non ha dato tregua, per portarsi a casa un orologio senza cinturino. Benvenuti nel mondo dei “drop”. Stavolta il terremoto si chiama Royal Pop, un’attesa collaborazione tra Swatch e il colosso del lusso Audemars Piguet. Un pocket watch, un cipollotto hi-tech da tasca venduto a 400 euro che reinterpreta mostri sacri dell’orologeria da oltre cinquantamila euro. Il risultato è un assalto ai negozi che si è trasformato in un autentico Far West metropolitano, tra liste civili saltate, spintoni e notti insonni.
La lista autogestita che salta
A Verona, di fronte allo store Swatch in via Cappello, la tensione è esplosa all’alba. Per gestire l’attesa, i primi arrivati avevano organizzato la classica lista autogestita, un sistema che nei drop funziona da anni. Stavolta, però, il meccanismo è saltato in aria. Francesco, 25 anni di Verona, era arrivato alle 7.30 del mattino precedente. Ha passato ventisei ore in piedi o sulle sedie dei bar, sotto l’acqua, senza chiudere occhio. Era il numero uno della lista, ma la mattina ha dovuto lottare: «È scoppiato il caos perché un gruppo di furbi non ha voluto accettare l’ordine d’arrivo. Sono entrato per primo e lo tengo per me, ma sono distrutto».
Le testimonianze
I bodyguard hanno cercato di far ordine, ma la fila è diventata una tonnara. Giacomo, 21 anni, arrivato dal lago di Garda con l’attrezzatura da campeggio alle tre del pomeriggio precedente, è furioso: «L’hanno gestita in modo disgustoso. Gente arrivata all’ultimo ha usato la prepotenza per passare avanti a chi è qui da un giorno. C’era un casino allucinante». Giovanni, 22 anni, è arrivato da Brescia sperando in una situazione migliore rispetto a Milano, ma si è trovato nel mezzo dello stesso delirio: «Cercavamo di prenderlo perché è una novità assoluta, e poi nessuno sa quanti pezzi effettivi usciranno».
Accanto agli appassionati duri e puri, si muove la macchina spietata dei cacciatori di profitti. Sergio, 30 anni, è partito da Bolzano solo per questo: «C’è troppo hype, lo faccio per rivenderlo». Il perché di tanta fame economica lo spiega Taha, anche lui arrivato da Bolzano e posizionatosi tra i primi sessanta, prima del collasso delle transenne: «Un Audemars Piguet vero costa una fortuna. Questo lo paghi 400 euro e su siti come StockX lo rivendi un minuto dopo a 1.200 euro. Alla fine è solo il quadrante, un pezzo pazzesco che puoi attaccare ovunque». In mezzo al caos spunta anche Ida, veronese di 25 anni, in coda dalle 7, decisa a non mollare la sua posizione: «Spero di riuscire a compralo perché il mio fidanzato è un appassionato e vorrei regalarglielo». Del resto, per amore, cosa non si fa. Poco più avanti c’è Alessia, la terza ad entrare e a conquistare l’ambito orologio, che è invece riuscita a presidiare la testa della fila, da venerdì mattina fino a sabato: «Posso stare seduta qui tranquilla, a far colazione, perché ce l’ho fatta. Ho preso il modello nero. Nessuna rivendita, lo tengo: è un regalo per il mio papà».
Nel frattempo, la situazione in via Cappello è degenerata al punto da richiedere l’intervento delle forze dell’ordine. Con la calca ormai fuori controllo e la tensione alle stelle, i carabinieri sono dovuti intervenire in mattinata per disperdere la folla e allontanare i più facinorosi. Per motivi di sicurezza, il negozio ha abbassato le serrande e ha chiuso temporaneamente al pubblico. La caccia al drop si è così congelata in un’attesa estenuante.
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16 maggio 2026 ( modifica il 16 maggio 2026 | 12:31)
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