Per trent’anni ha attraversato la vita accanto alla sua prima proprietaria, poi il destino lo aveva portato in un rifugio dopo la sua morte. Adottato poche settimane fa da una giovane donna dell’Alta Savoia, Lazare è morto tra le sue braccia il 14 maggio. Il piccolo Papillon francese, diventato celebre sui social come “Lazare il trentenne”, potrebbe essere stato il cane più longevo del mondo. Ma, al di là dei possibili record, grazie a lui rimane un messaggio: “Adottate cani anziani, ne vale la pena”.

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Una vita lunga trent’anni e un addio che ha emozionato

Lazare non era soltanto un cane anziano. Era diventato un simbolo di tenerezza, resilienza e amore tardivo. Il piccolo épagneul papillon, variante dell’Epagneul nano continentale riconoscibile per le sue grandi orecchie “a farfalla”, è morto il 14 maggio 2026 nel centro ospedaliero veterinario di Allonzier-la-Caille, in Alta Savoia, vicino ad Annecy.

Aveva 30 anni e 5 mesi.

Un’età eccezionale per qualsiasi cane. Tanto straordinaria da aver spinto il rifugio SPA di Annecy-Marlioz e i suoi nuovi proprietari ad avviare contatti con il Guinness World Records per un possibile riconoscimento ufficiale.

Quel riconoscimento, però, non è ancora arrivato. Eppure, per migliaia di persone che negli ultimi mesi avevano seguito la sua storia sui social network, Lazare era già entrato nella leggenda.

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Dal rifugio a una nuova famiglia: l’ultimo mese della sua vita

Per quasi tutta la sua esistenza Lazare aveva vissuto con la stessa proprietaria. Dopo la morte della donna, il cane era stato trovato accanto al suo corpo e affidato al rifugio SPA di Annecy-Marlioz.

Lo scorso aprile, Ophélie Boudol, 29 anni, si era recata al rifugio inizialmente per cercare un animale da regalare a sua madre. Ma l’incontro con Lazare ha cambiato tutto: “Mi hanno detto: ‘Era stato ritrovato accanto al corpo della sua proprietaria’. Sono rimasta seduta accanto a lui per mezz’ora, poi ho detto: ‘Ascoltate, se nessuno vuole prenderlo, per me va bene, purché vada d’accordo con i gatti’”.

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La giovane madre single, che vive a Villy-le-Pelloux con il figlio di 9 anni e due gatti, ha raccontato di essersi immediatamente affezionata a quel cane fragile, più vecchio di lei di un anno.

Intervistata da Le Parisien, aveva dichiarato: “Non era certo il cane più bello che avessi visto, con la lingua sempre fuori, ma tra noi c’è stata subito una connessione. Non si spiega”.

E ancora: “Ho accolto Lazare perché questo cane mi ha toccato profondamente. Non volevo che finisse la sua vita da solo in un rifugio. Aveva bisogno di essere circondato d’amore”.

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Gli ultimi giorni di Lazare

Negli ultimi tempi Lazare era diventato sordo, quasi cieco, portava pannolini e dormiva gran parte della giornata. Eppure, secondo Ophélie, aveva mantenuto un carattere sorprendentemente vivace: “Un cane dotato di una personalità molto affascinante”.

Sui social appariva avvolto in piccole coperte, accanto ai peluche, con minuscoli maglioni di lana cuciti per proteggerlo dal freddo di maggio. Le immagini delle sue passeggiate lente nei prati dell’Alta Savoia avevano conquistato migliaia di utenti.

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Poi, improvvisamente, il peggioramento: “Il suo ritmo cardiaco si era abbassato. L’ho portato immediatamente dal veterinario che gli ha messo una flebo. Non ha sofferto. Non gli è stata fatta l’eutanasia”.

Ophélie ha raccontato che il giorno prima della sua morte gli aveva comprato una nuova cuccia, una coperta e dei vestiti più caldi: “E il giorno dopo è andato a raggiungere la sua prima umana”.

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“È morto tra le mie braccia”

La morte di Lazare è stata annunciata dalla stessa Ophélie con un lungo messaggio pubblicato sul profilo Instagram “lazare_le_trentenaire”, seguito da migliaia di persone.

Parole intime, dolorose, scritte poche ore dopo il distacco: “Mio piccolo Lazare, hai deciso di spiccare il volo tra le mie braccia la sera del 14 maggio, per raggiungere la tua padrona che ti ha tanto amato e che si è presa cura di te per tutti questi anni”.

Nel post, la giovane donna ha ricordato il brevissimo tratto di strada percorso insieme: “Le nostre strade si sono incrociate il 16 aprile e sei arrivato a casa il 18 aprile. In appena un mese hai sconvolto le nostre vite”.

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E ancora: “Ti abbiamo amato con tutto il cuore, coccolato, accarezzato, protetto. Abbiamo cercato di offrirti la fine della vita che ogni animale meriterebbe: una casa piena d’amore, dolcezza e presenza”.

Tra i passaggi più toccanti del messaggio c’è il ricordo del vuoto lasciato dal cane nella quotidianità della famiglia: “Tornare a casa senza di te è stato un immenso strazio per tutta la nostra famiglia. Lasci un vuoto enorme”.

Infine, il saluto: “Ti amiamo immensamente. Abbraccia la tua padrona lassù da parte nostra. E un giorno le nostre strade si incroceranno di nuovo”.

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Il possibile record mondiale

La vicenda di Lazare ha attirato l’attenzione dei media francesi e internazionali proprio per la sua età eccezionale.

Secondo Anne-Sophie Moyon, operatrice del rifugio Annecy-Marlioz, la data di nascita del cane, 4 dicembre 1995, era stata verificata attraverso due registri ufficiali, compreso il Livre des Origines Français e il sistema nazionale d’identificazione degli animali: “Pensavamo che Lazare potesse essere il cane più vecchio del mondo”.

La SPA aveva avviato le pratiche con il Guinness World Records, ma al momento del decesso non era ancora arrivata una validazione ufficiale.

Il Guinness, contattato dall’AFP, ha dichiarato di non aver ricevuto “né richiesta né prove associate” prima della morte del cane.

Attualmente il record storicamente riconosciuto appartiene a Bluey, un Bovaro australiano morto nel 1939 a 29 anni e 5 mesi. Negli ultimi anni era stato attribuito anche al cane portoghese Bobi, morto nel 2023 a oltre 31 anni, ma nel 2024 una revisione aveva stabilito che non esistevano prove sufficienti per confermarne ufficialmente l’età.

Per questo motivo, la storia di Lazare potrebbe ancora aprire un nuovo capitolo nei registri mondiali della longevità canina.

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“Adottare un cane anziano vale sempre la pena”

Oltre al possibile record, ciò che ha colpito l’opinione pubblica è stato soprattutto il messaggio lasciato dalla sua ultima proprietaria.

Pur sapendo che avrebbe avuto pochissimo tempo con lui, Ophélie Boudol ha scelto di accogliere Lazare in casa e accompagnarlo fino alla fine: “Il mio messaggio è dire che si possono adottare cani anziani e vivere cose incredibili con loro. Si sa che è un amore ancora più effimero, ma ne vale la pena”.

Parole che arrivano dal cuore e che hanno trasformato la storia di un piccolo cane quasi cieco e senza denti in un racconto universale sull’affetto, sulla cura e sulla dignità degli ultimi giorni di vita.

Per appena un mese, Lazare ha avuto una nuova casa. E quel mese, per chi lo ha conosciuto, è bastato per non dimenticarlo più.

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