L’annuncio dello stesso club inglese: “Inizierà il primo luglio 2026”
17 maggio 2026 (modifica alle 11:39) – LONDRA
Il Chelsea ha fretta di dimenticare questo disastroso 2025-26 e pensare alla prossima stagione. Alle 10 del mattino italiane, quando l’ultima delusione, la finale di FA Cup persa contro il Manchester City, era vecchia di meno di 24 ore, è arrivata l’ufficialità dell’indiscrezione confermata già ieri nei corridoi di Wembley: Xabi Alonso sarà il nuovo allenatore. Anzi, il nuovo manager, come recita il comunicato ufficiale, distinzione importante che fa pensare a un ruolo meno marginale di quello avuto da Mauricio Pochettino, Enzo Maresca e Liam Rosenior, i tre predecessori del 44enne reduce dalla fallimentare esperienza al Real Madrid. Xabi Alonso ha detto sì a un contratto di quattro anni e prenderà possesso dal primo luglio dell’ufficio in fondo al corridoio del centro di allenamento di Cobham, la casa del Chelsea nella periferia sudovest di Londra da cui dovrà guidarne la rinascita.
le parole—
“Il Chelsea è uno dei club più importanti del mondo e per me è motivo di immenso orgoglio diventare il manager di questo grande club – sono le parole di Xabi Alonso contenute nel mattiniero comunicato dei Blues -. Dalle mie conversazioni con proprietà e dirigenza, è chiaro che condividiamo la stessa ambizione: vogliamo costruire una squadra capace di competere con continuità ad alto livello e di lottare per vincere trofei. C’è tanto talento in squadra e tanto potenziale in questo club: sarà un grande onore per me guidarlo. Ora il nostro obiettivo deve essere quello di lavorare duro, costruire la cultura giusta e vincere trofei”.
la scelta—
Xabi Alonso era il primo nome nella lista dei Blues, alla ricerca del sesto tecnico permanente della gestione BlueCo dopo Thomas Tuchel, Graham Potter, Mauricio Pochettino, Maresca e Rosenior. Ha battuto la concorrenza principalmente di Andoni Iraola, in uscita dal Bournemouth e destinato al Crystal Palace, e Marco Silva, allenatore del Fulham, anche perché “è una delle figure più rispettate del calcio moderno”, come hanno scritto i Blues nel comunicato dell’annuncio. Xabi Alonso per la proprietà rappresenta una deviazione evidente dalla scelta di Rosenior, durato poco più di 100 giorni come successore di Maresca nonostante il contratto di sei anni firmato a metà gennaio: non più un allenatore contento di lavorare nel sistema Chelsea, quello in cui il tecnico è forse la 7ª persona più importante del club, ma un manager nella tradizione del calcio inglese, magari che non controlla ogni aspetto della vita di un club come facevano Alex Ferguson e Arsene Wenger ma che ha voce in capitolo sulla campagna acquisti e le scelte che riguardano la squadra.
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nuova fase—
“La nomina di Xabi Alonso riflette la fiducia del club nella sua ampia esperienza, qualità in panchina, modello di gioco, attributi come leader, carattere e integrità: sono stati chiave nella decisione di chiedergli di aiutare il Chelsea nella prossima fase del suo viaggio – hanno scritto i Blues nel comunicato -. È considerato non soltanto un fantastico allenatore, ma anche un leader comprovato e un partner in una serie di aree essenziali alle richieste della guida della squadra”. Proprio queste parole sono quelle che faranno la differenza tra successo e fallimento di Xabi Alonso: il problema del Chelsea dell’ultima stagione è stato quello che il ruolo e l’importanza dell’allenatore si sono progressivamente ridotti, con la convinzione che il sistema dei Blues messo in piedi dall’azionista di riferimento Behdad Eghbali, dai due direttori sportivi, dal direttore delle performance e dal dipartimento medico fossero quelli determinanti nella direzione e nel successo del club. L’allenatore, in questo scenario, doveva essere un mero esecutore dei dettami della dirigenza. La scelta di nominare Xabi Alonso manager, e non head coach come Maresca e Rosenior, sembra indicare un cambiamento, la comprensione che il sistema Chelsea nel 2025-26 ha fatto così fiasco da aver spinto a dimettersi Maresca (l’unico tecnico della nuova gestione ad aver vinto dei trofei) e aver causato l’implosione della squadra culminata nel mancato raggiungimento non solo della Champions League, ma anche di un posto in Europa. Xabi Alonso, scottato dall’esperienza al Real, ha preteso proprio questo: di contare qualcosa, di avere voce in capitolo. Se il Chelsea ha imparato dai suoi errori di questa fallimentare stagione, a Stamford Bridge potrebbe davvero aprirsi una nuova era.
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