di
Marianna Peluso
Tutti pazzi per gli orologi della collezione Swatch per Audemars Piguet «Royal Pop». Verona, le testimonianze di chi è stato coinvolto nella ressa: «La gente ha iniziato a spingere e per i bodyguard è diventato impossibile seguire l’ordine d’arrivo»
«Non ho dormito, sono rimasto seduto su una sedia tutta la notte sotto la pioggia. Però sono entrato per primo e sono felice». Francesco, 25 anni, ha gli occhi cerchiati dal sonno ma stringe orgoglioso il suo trofeo: è stato il primo cliente in assoluto a completare l’acquisto, sabato, dopo aver presidiato via Cappello a Verona, poco distante dalla Casa di Giulietta, dalle 7.30 del venerdì mattina. Accanto a lui, sorride Alessia, 27 anni, la cliente numero tre, che ha condiviso la stessa identica maratona sul marciapiede, presidiando la testa della fila da venerdì mattina fino a sabato: «Essendo tra i primi, ho potuto scegliere il colore e ho preso il nero. È un regalo per il mio papà».
Swatch per Audemars Piguet: la “limited edition” Royal Pop
Dopotutto, c’è sempre una ragione se si decide di sottoporsi a una prova di resistenza psicofisica di questa portata. E allora lo abbiamo chiesto direttamente a chi ha trascorso la notte all’addiaccio, sfidando il meteo e un autentico Far West urbano. La risposta sta nel cortocircuito perfetto del marketing moderno: il Royal Pop, la nuova collezione limited edition frutto della collaborazione tra Swatch e il colosso dell’alta orologeria Audemars Piguet. Un pocket watch da 400 euro senza cinturino che reinterpreta mostri sacri da oltre cinquantamila euro. Un miraggio di esclusività accessibile che ha scatenato una vera e propria febbre dell’oro.
Da tutta Italia
Per molti, la fatica vale il prezzo del biglietto grazie al mercato del reselling. Taha, 19 anni, arrivato da Bolzano, fa i conti da esperto: «Un Audemars Piguet vero è inavvicinabile. Questo lo paghi 400 euro e su siti come StockX lo piazzi un minuto dopo a 1.200. Alla fine è solo un quadrante con una corda, ma l’impatto collezionistico è enorme». Anche Sergio, 30 anni, ammette la spinta speculativa: «C’è tantissimo hype – sottolinea – sono qui solo perché voglio rivenderlo». C’è poi la pura attrazione per la rarità, come spiega Giovanni, 22 anni, giunto da Brescia: «È una novità assoluta. Da appassionati cerchiamo di esserci subito, anche perché non si sanno le disponibilità reali e non è detto che sia una produzione continua». Nella tonnara di speranzosi, ci sono volti di giovanissimi, che sicuramente ricorderanno più l’attesa che l’acquisto.
Come un diciassettenne che si è accampato in piazza dei Signori coi suoi amici, trascorrendo la notte sotto le coperte e un cielo bigio: un quadretto che resterà nel repertorio di follie adolescenziali a cui ripensare da adulto. Invece Ida, 25enne veronese, si è piazzata in coda alle 7 del mattino di sabato: «Spero di riuscire a comprarlo – confessa – perché il mio fidanzato è un grande appassionato e vorrei fargli una sorpresa». Cosa non si fa per amore. Ogni volto, è una storia. Quando però l’ossessione per l’oggetto supera il senso civico, la piazza si infiamma. Il tradizionale codice d’onore dei collezionisti, basato su liste autogestite, stavolta è andato in pezzi dopo l’alba di sabato, quando il flusso è diventato incontrollabile, i numeri distribuiti sono volati via e la situazione è andata fuori controllo. Giacomo, 21 anni, accampato dal venerdì pomeriggio con l’attrezzatura da campeggio, descrive l’anarchia: «Hanno gestito la situazione malissimo. Qualcuno ha deciso di ignorare la fila con prepotenza, dicendo che non importava nulla della lista. È scoppiato un caos allucinante».
Errori e spintoni
Niccolò, 32 anni, individua l’errore strategico: «Il negozio ha chiarito che per loro le liste esterne non esistono. A quel punto è saltato ogni rispetto, la gente ha iniziato a spingere e per i bodyguard è diventato impossibile seguire l’ordine d’arrivo. Nel 2022 con Omega andò benissimo, stavolta è stata una gestione disastrosa». Un finale dolceamaro per una giornata folle. In mattinata la situazione è degenerata al punto da richiedere l’intervento dei carabinieri per disperdere la folla e allontanare i più facinorosi. Per motivi di sicurezza lo store ha dovuto abbassare le serrande, congelando momentaneamente il drop. E lasciando a bocca asciutta centinaia di collezionisti dell’ultima ora, rimasti per strada con le pive nel sacco (e senza orologio).
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17 maggio 2026 ( modifica il 17 maggio 2026 | 12:29)
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