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Alberto Tomba a dicembre compie 60 anni. Ma «dicono che non li dimostro». Alla Gazzetta dello Sport confida che «ogni tanto ne parlo con mia mamma in cucina, all’ora di pranzo,e facciamo il conto degli anni che passano.Avolte vivi di passato, di ricordi, ma devi rassegnarti: la vita è breve». Una vita che Albertone vive in campagna. «Ci vivo fin da bambino, amo gli animali, voglio vivere così questi anni. Ho preso un casale in collina, mi occupo della gestione, poi torno a casa per 8 chilometri a piedi. Devo tenermi in forma».

Parla di Jannik Sinner («Lui tennista di montagna, io sciatore cittadino») e ammette che se potesse rinascere «farei il tennista! A parte gli scherzi, forse sarei un imprenditore immobiliare, che è quello che in piccolo sto facendo. Girando il mondo, ho capito di avere un certo gusto per architettura, design, arredamento. Resterei a contatto con la natura, grazie a mio papà che, quando avevo 10 anni, ha portato la famiglia via dalla città. Vivere lì mi ha dato una marcia in più».

Nell’intevista abbraccia anche il “suo” Kimi Antonelli: «Un ragazzo di casa mia: bolognese. Mi piace molto, ci sentiamo, da poco ci siamo visti per un pranzo in riviera. Kimi con quel nome di battesimo era destinato a diventare un campione. Ora è alla Mercedes, e sicuramente in futuro arriverà alla Ferrari».

Ma quello che assomiglia di più da sempre ad Alberto Tomba è Valentino Rossi: «Come originalità nelle idee sì, anche lui aveva un fan club divertente…».

Tomba alla Gazza non nega di essere stato un ragazzo timido. «A 18 anni lo ero. Noi sciatori siamo montanari, introversi, gente abituata al freddo, pronta ad adattarsi adogni situazione. A 21 poi vinci le Olimpiadi, diventi un personaggio soggetto a critiche, attacchi e pressioni dei media: l’altra faccia della medaglia».

Zanardi

Inevitabile parlare di Alex Zanardi, un campione della sua generazione. «Andai a trovarlo prima dell’incidente del 2001 e abbiamo legato. È venutoaqualche mia gara e da bolognesi ci sentivamo. Quello che ha dimostrato è stato unico: la forza, la passione, la volontà. Dopo l’incidente, ha detto“aspetta, voglio provare altro” e ha vinto quattro medaglie d’oro in due Olimpiadi. Al suo funerale, mi sono commosso».

La vita privata

Chiusura sul sua vita privata, sull’eventualità di sposarsi… Al Corsera aveva dichiarato che “Non sposarmi non è stata una scelta”. Forse c’è ancora una possibilità? «Io dico di sì. “Mai dire mai”. Bisogna solo pensarci bene… Si dice che sposarsi è “mettere la testa a posto” ma il 90% delle coppie poi si separa…».


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