C’è chi l’leleganza la sussurra senza sforzo, forte di un’attitudine innata. E c’è chi, invece, finisce intrappolata tra abiti punitivi e lunghezze infelici. Il red carpet della sesta serata del Festival di Cannes 2026 unisce grandi ritorni – come quello di Chiara Ferragni in Roberto Cavalli -, belve da savana e lezioni di minimalismo. Ma non tutte le protagoniste reggono il peso dei flash.
Matilde Gioli casalinga

L’attrice italiana Matilde Gioli si affida a un abito firmato Giorgio Armani Privé. L’intento è chiaramente quello di portare sul red carpet un’eleganza sofisticata, nuova e d’ispirazione orientale, spezzando la monotonia dei classici strascichi. Infatti punta su un pantalone sartoriale nero e sopra una giacca-kimono interamente ricamata di paillettes dorate e motivi geometrici. L’idea in teoria è anche nobile, ma la resa è totalmente discutibile. I bei colori dei kimono: dimenticati. I tessuti tipici: inesistenti. E poi quel pantalone nero che l’attozzisce andando ben oltre la caviglia. L’effetto finale è da giapponese che si è appena alzata dal letto più che un outfit da red carpet. Pigra e poco valorizzata. Voto 3