L’ultimo film di Pedro Almodóvar, Amarga Navidad («Natale amaro»), è la riflessione di un
regista che ha dedicato la propria vita all’arte. La creatività artistica, i meccanismi psicologici che la alimentano, la necessità di esprimersi liberamente anche a costo di sacrificare relazioni importanti, sono temi comuni anche in altre opere recenti: da Mother Mary (attualmente al cinema) a Tuner – L’accordatore, passando per il k-drama We are all Trying Here (in corso su Netflix).
Il cineasta spagnolo di Donne sull’orlo di una crisi di nervi e Tutto su mia madre torna a produrre un film in patria dopo la parentesi americana della Stanza accanto. In uscita nelle sale italiane il 21 maggio dopo il passaggio al Festival di Cannes, Amarga Navidad segue la regista di pubblicità Elsa (Bárbara Lennie) mentre affronta, nel periodo natalizio del 2004, un momento estremamente buio della sua vita. La sfera privata e quella professionale sono colpite da una crisi che appare irreversibile, scandita da frequenti attacchi di ansia, un disturbo di cui ha sofferto anche lo stesso Almodóvar.
Il personaggio di Elsa, tuttavia, non è reale, così come non lo sono il suo fidanzato pompiere e spogliarellista Bonifacio (Patrick Criado) e le amiche Patricia (Victoria Luengo) e Natalia (Milena Smit): la loro è una storia nella storia. Li ha inventati Raúl (Leonardo Sbaraglia), un famoso filmmaker ultracinquantenne che, nell’estate del 2026, affronta un importante blocco creativo. Ritiratosi dalla vita mondana, Raúl vive recluso nella sua villa brutalista, concentrato sull’unico obiettivo di scrivere storie e trasformarle in film. A corto di esperienze a cui ispirarsi, saccheggia quelle di chi lo circonda, come il leale compagno Santi (Quim Gutiérrez) e la fidata assistente Mónica (Aitana Sánchez-Gijón). «Raúl usa le loro vicende più intime e dolorose per alimentare la sua vena creativa», ha spiegato Almodóvar, che ha affidato i ruoli principali di Amarga Navidad ad attori già comparsi in altri suoi film: Sbaraglia era in Dolor y gloria (2019), Aitana Sánchez-Gijón e Milena Smit in Madres paralelas (2021). In parti minori ci sono anche Rossy de Palma e Carmen Machi, viste in molte opere del regista.
In bilico tra dramma e ironia, Amarga Navidad è l’ammissione di colpa di un autore che sa quanto sia discutibile attingere alle vite degli altri senza autorizzazione, in nome dell’arte. Il prezzo da pagare, inevitabilmente, è il risentimento delle vittime. Pedro si riflette in Raúl come Raúl si riflette in Elsa (Bárbara Lennie), in un incastro metacinematografico a cui Almodóvar ricorre per mettersi in discussione: «Sono io quello messo sotto processo in questo film, il regista e sceneggiatore che si dibatte tra responsabilità morale e libertà artistica».
