Fondata nel 2011, l’azienda ha effettuato il suo primo lancio commerciale nel 2020 e da allora ha realizzato più di venti missioni. Oggi conta circa 600 dipendenti in crescita e sedi tra Italia e Stati Uniti, con attività distribuite tra Fino Mornasco e Lomazzo, oltre a uffici a Roma, in Colorado, Atene, Lisbona e Londra. Nel panorama europeo del cosiddetto new space è ormai uno dei principali player del settore.
Il loro prodotto principale è Ion Satellite Carrier, spesso descritto come un vero e proprio “taxi spaziale”. Il concetto è semplice: invece di lanciare singoli satelliti dedicati – operazione estremamente costosa – i clienti possono inserire i propri satelliti o strumenti all’interno di una piattaforma condivisa.
Ion viene costruito in circa nove mesi e più unità vengono prodotte in parallelo. Ogni missione, che parte in media una volta a trimestre, può trasportare diversi satelliti di dimensioni medio-grandi all’interno dei quali trovano spazio satelliti più piccoli o strumenti specifici chiamati payload.
Una volta raggiunta l’orbita iniziale, è il veicolo di D-Orbit ad attivare la propria propulsione, spostarsi nello spazio e rilasciare ogni satellite nel punto esatto richiesto dal cliente. Una sorta di “consegna dell’ultimo miglio” ma nello spazio.
Il nuovo spazio delle orbite basse
Gran parte di queste missioni si svolge nelle cosiddette orbite basse, o Leo (Low earth orbit), dove i satelliti orbitano a poche centinaia di chilometri dalla Terra. Rispetto alle orbite geostazionarie, molto più alte, operare in Leo richiede tecnologie meno costose e procedure regolatorie meno complesse.
Questo è uno degli elementi chiave del new space: un settore in cui lo spazio smette di essere esclusivamente governativo e diventa progressivamente accessibile anche alle aziende private.
Accanto al servizio di rilascio dei satelliti in orbita bassa, l’azienda sta sviluppando anche attività di orbit servicing per orbite più alte: piattaforme più grandi in grado di raggiungere satelliti esistenti, rifornirli di carburante o spostarli in orbite di smaltimento al termine della loro vita operativa.

La costruzione del satellite Ion