Iran: discute con l’Oman sistema tariffe per Stretto di Hormuz
L’Iran avrebbe discusso con l’Oman, storico alleato degli Stati Uniti, un possibile sistema di tariffe per le navi che attraversano lo Stretto di Hormuz, ignorando gli avvertimenti dell’amministrazione di Donald Trump contro qualsiasi richiesta di pagamento per transitare in una delle rotte marittime più strategiche del pianeta. Lo riporta il New York Times. Non è chiaro se dai colloqui emergerà un progetto concreto, ma le discussioni sembrano indicare che Washington e Teheran siano ancora lontane da una vera soluzione del conflitto che ha fortemente colpito l’economia globale, nonostante le ripetute dichiarazioni ottimistiche di Trump.
Mercoledì la nuova Autorità iraniana per gli Stretti del Golfo Persico ha annunciato sui social media di aver «definito i confini dell’area di supervisione della gestione dello Stretto di Hormuz», precisando che il passaggio richiederà un permesso dell’autorità stessa. Il Golfo di Oman è adiacente allo stretto e rappresenta il passaggio obbligato per accedervi da est. Trump ha più volte condannato l’ipotesi di pedaggi iraniani, arrivando anche a suggerire che gli stessi Stati Uniti potrebbero imporre tariffe come «vincitori» del conflitto.
Giovedì però ha respinto apertamente l’idea di qualsiasi pagamento: «Lo vogliamo libero. Non vogliamo pedaggi. È internazionale. È una via d’acqua internazionale», ha dichiarato dallo Studio Ovale. Anche il segretario di Stato Marco Rubio ha definito il piano «inaccettabile», sostenendo che renderebbe impossibile qualsiasi accordo diplomatico. Nonostante il fragile cessate il fuoco raggiunto con Washington, l’Iran continua però a valutare un sistema di addebiti per le navi che transitano nello stretto, attraverso il quale passa circa un quinto del petrolio e del gas naturale trasportati via mare nel mondo.
Secondo quanto riportato da Press TV, Teheran starebbe preparando un nuovo meccanismo per controllare il traffico marittimo e imporre pagamenti per «servizi specializzati». Due fonti vicine ai negoziati hanno spiegato che l’Iran non starebbe pianificando un vero sistema di pedaggi, illegale secondo il diritto internazionale, ma piuttosto tariffe legate a servizi forniti alle navi. Inizialmente l’Oman avrebbe respinto l’idea di una partnership con Teheran sulla gestione dello stretto, ma ora starebbe discutendo una possibile quota dei ricavi.
Secondo due funzionari iraniani, Muscat avrebbe inoltre offerto di usare la propria influenza con altri Paesi del Golfo tra cui Bahrein, Kuwait, Qatar, Arabia Saudita ed Emirati Arabi Uniti e con gli Stati Uniti per sostenere il piano, attratta dai possibili benefici economici. Iran e Oman starebbero insistendo sulla distinzione giuridica tra «tariffe» e «pedaggi»: mentre un pagamento imposto semplicemente per il transito sarebbe vietato dal diritto internazionale, il pagamento di servizi effettivamente forniti come gestione dei rifiuti o assistenza portuale può essere consentito in determinate circostanze.