di
Marco Galluzzo
Nella lettera vengono denunciate le pratiche illegali dei coloni in Cisgiordania, viene invitato il governo israeliano a far rispettare la legge e a perseguire gli abusi dei soldati israeliani. E l’Olanda blocca l’import dagli insediamenti
«La violenza dei coloni ha raggiunto livelli senza precedenti». In Cisgiordania le pratiche del governo israeliano sono «illegali», e stanno «minando» la prospettiva di due Stati.
È uno dei passaggi più duri di una dichiarazione, promossa anche dall’Italia, e che è stata firmata e rilasciata dal governo italiano, e da quelli di Gran Bretagna, Francia e Germania, contro il governo di Israele.
Nella lettera vengono denunciate le pratiche illegali dei coloni in Cisgiordania, viene invitato il governo israeliano a far rispettare la legge e a perseguire gli abusi dei soldati israeliani, vengono messe in guardia le aziende che partecipano all’espansione illegale delle colonie in territorio palestinese, viene invitato ulteriormente il governo di Tel Aviv a rispettare la custodia dei Luoghi Santi a Gerusalemme.
Ecco il testo della dichiarazione congiunta dei 4 Stati.
«Negli ultimi mesi, la situazione in Cisgiordania è peggiorata significativamente. La violenza dei coloni ha raggiunto livelli senza precedenti. Le politiche e le pratiche del governo israeliano, inclusa un’ulteriore consolidazione del controllo israeliano, stanno minando la stabilità e le prospettive di una soluzione a due Stati.
Il diritto internazionale è chiaro: gli insediamenti israeliani in Cisgiordania sono illegali. I progetti di costruzione nell’area E1 non farebbero eccezione.
Lo sviluppo dell’insediamento E1 dividerebbe la Cisgiordania in due e rappresenterebbe una grave violazione del diritto internazionale».
La lettera di Roma, Londra, Berlino e Parigi contiene anche una sorta di altolà alle aziende che partecipano a pratiche di espansione immobiliare illegale nei territori della Cisgiordania. Ecco come continua la lettera.
«Le imprese non dovrebbero partecipare a gare d’appalto per E1 o altri sviluppi di insediamenti. Dovrebbero essere consapevoli delle conseguenze legali e reputazionali derivanti dalla partecipazione alla costruzione di insediamenti, incluso il rischio di essere coinvolte in gravi violazioni del diritto internazionale».
«Invitiamo il Governo di Israele a porre fine all’espansione degli insediamenti e dei poteri amministrativi, a garantire responsabilità per la violenza dei coloni e a indagare sulle accuse contro le forze israeliane, a rispettare la custodia hashemita dei Luoghi Santi di Gerusalemme e gli accordi storici sullo status quo, e a revocare le restrizioni finanziarie sull’Autorità Palestinese e sull’economia palestinese. Ci opponiamo fermamente a coloro, inclusi membri del governo israeliano, che sostengono l’annessione e lo sfollamento forzato della popolazione palestinese.
Ribadiamo il nostro fermo impegno per una pace globale, giusta e duratura basata su una soluzione negoziata a due Stati, in conformità con le pertinenti risoluzioni del Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite, in cui due Stati democratici, Israele e Palestina, vivano fianco a fianco in pace e sicurezza entro confini sicuri».
Il governo olandese ha intanto deciso di mettere al bando l’import di prodotti dagli insediamenti.
La lettera arriva a poche ore da un’altra mossa del governo italiano nei confronti delle frange più estreme del governo di Israele: quella promossa dal ministro degli Esteri italiano Antonio Tajani, che ha chiesto all’Unione europea di muoversi per sanzionare Itamar Ben-Gvir, il ministro che ha irriso con violenza gli attivisti della Flotilla per Gaza mentre si trovavano in stato di arresto da parte delle forze israeliane.
A questa mossa ha risposto ora – secondo fonti informate – l’Alta rappresentante della Politica estera Ue Kaja Kallas, che ha accettato la richiesta di Tajani di lavorare a sanzioni contro Ben-Gvir.
22 maggio 2026 ( modifica il 22 maggio 2026 | 17:30)
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