di
Chiara Evangelista

Approvato il decreto interministeriale dalla conferenza Stato-Regioni: oltre ai 576 milioni per la lilla, priorità all’espansione della rossa. Ma la coperta è corta ed è stata tagliato l’ampliamento della linea blu

Non solo gli oltre 576 milioni per il prolungamento della linea metropolitana «lilla», la M5, fino a Monza. Ma anche i 70 milioni per il deposito dei treni nella zona di Baggio — dove arriverà la rossa nel 2032 — e otto milioni per il prolungamento sempre della M1, ma verso nord, fino a Monza Bettola, un progetto atteso dai primi anni Duemila. È quanto previsto nel decreto interministeriale, approvato ieri in conferenza Stato-regioni a Roma. La coperta però è corta e qualcosa è tagliata fuori. Come le risorse per portare la linea blu, la M4, fino a Segrate.

In totale 654 milioni di finanziamenti assegnati. Dopo quella per il prolungamento della lilla fino a Monza, la quota più consistente è quella per il deposito che verrà realizzato vicino alla stazione Olmi, il futuro capolinea della rossa. I lavori sono iniziati a febbraio e dureranno circa sei anni per realizzare un tracciato di 3,3 chilometri, con tre nuove stazioni (Parri-Valsesia, Baggio e Olmi). La funzione principale del deposito sarà di rimessa dei treni per migliorare le operazioni di messa in servizio e di uscita dei convogli. Fino a pochi mesi fa era in dubbio che ci fossero tutte le risorse necessarie a finanziare il magazzino dei treni. 



















































Adesso Palazzo Marino tira un respiro di sollievo e guarda con ottimismo in entrambe le direzioni verso le quali sono appesi i progetti della M1. Non solo il prolungamento verso Baggio, ma anche verso Nord. Dopo decenni, infatti, sembra essere arrivata la svolta per portare la rossa dal capolinea di Sesto Fs fino a Monza Bettola. Un progetto con una storia alquanto travagliata, che ha inizio nel 2005. I lavori si sono interrotti più volte negli anni scorsi per alcuni problemi con le imprese, le bonifiche, la sovrapposizione di diversi progetti come il centro commerciale e i parcheggi. Adesso il finanziamento assegnato dal Governo permette al Comune di accelerare in quanto non sarà necessaria una gara per appaltare i lavori, essendo già stati aggiudicati l’estate scorsa al consorzio Eteria, che si occuperà del prolungamento sempre della stessa linea ma verso Baggio. «Sono risorse fondamentali», sottolinea l’assessora regionale alle infrastrutture Claudia Maria Terzi, riferendosi al totale previsto nel piatto da Roma. «L’approvazione del provvedimento segna un passaggio decisivo. Adesso — ribatte — è necessario accelerare con l’iter per realizzare le opere infrastrutturali».

Dal testo del provvedimento emergono però alcuni definanziamenti. Innanzitutto, sotto la lente, il prolungamento della M4 verso Segrate, un hub fondamentale per alleggerire il nodo ferroviario di Milano per passeggeri ma soprattutto merci. Una parte dei finanziamenti che inizialmente mancavano per portare la lilla a Monza sono stati coperti dal Comune spostando i 420 milioni destinati al prolungamento a Segrate, la cui progettazione è più indietro rispetto a quella della M5. Ora, nero su bianco, emerge il definanziamento. Una mossa che non sorprende Palazzo Marino, che già nei mesi scorsi aveva annunciato la revisione del progetto. Il governo taglia le risorse anche per l’ampliamento del deposito Gallaratese dei treni della linea M1, 170 milioni, e ne riassegna al progetto 30 milioni.

Mentre da Roma arriva il via libera allo stanziamento delle risorse, a Palazzo Marino manca il numero legale per avviare i lavori, durante il primo Consiglio comunale dopo il caso Tel Aviv. Tasto su cui battono le opposizioni. «Un pessimo esempio istituzionale», sottolinea il centrodestra con una nota.


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22 maggio 2026 ( modifica il 22 maggio 2026 | 08:38)