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Redazione Economia
Crescono i grandi patrimoni globali e puntano su immobili di lusso: tra vantaggi fiscali, qualità della vita e offerta limitata, l’Italia diventa leva di investimento
Nel mondo dei grandi patrimoni è in corso una trasformazione silenziosa ma profonda. Secondo il UBS Global Wealth Report, entro il 2026 i milionari supereranno gli 87 milioni a livello globale, con una crescita di circa il 40%. Una dinamica che si inserisce nel più ampio fenomeno del «Great Wealth Transfer», il passaggio generazionale di ricchezze che sta ridisegnando geografie e strategie di investimento. In parallelo, il World Wealth Report evidenzia come gli High Net Worth Individuals (Hnwi) stiano progressivamente spostando l’allocazione dei capitali verso asset reali e tangibili. Tra questi, il real estate di fascia alta si sta affermando come uno dei principali strumenti di protezione patrimoniale.
Perché aumentano i super ricchi
L’espansione della ricchezza globale è trainata da più fattori: crescita dei mercati finanziari negli ultimi anni, sviluppo tecnologico (che ha creato nuove fortune, soprattutto negli Stati Uniti), e la trasmissione ereditaria di grandi patrimoni. A questo si aggiunge un contesto di incertezza geopolitica e fiscale che spinge i grandi capitali a diversificare e a cercare stabilità. Non a caso, secondo il Henley Private Wealth Migration Report 2025, l’Italia è diventata nel 2025 la prima destinazione europea per nuovi residenti facoltosi, con circa 3.600 ingressi.
Perché scelgono l’Italia
Il Paese si posiziona come una piattaforma ideale per l’allocazione della ricchezza globale. Le ragioni sono molteplici. C’è innanzitutto una leva fiscale: la flat tax per i neo-residenti, introdotta e monitorata dal Ministero dell’Economia e delle Finanze, consente di pagare un’imposta sostitutiva sui redditi esteri, rendendo il sistema competitivo rispetto ad altre giurisdizioni europee. Ma non è solo una questione di tasse. L’Italia offre una combinazione rara di qualità della vita, patrimonio artistico e culturale, sicurezza relativa degli investimenti immobiliari e stabilità percepita rispetto ad altri mercati occidentali attraversati da maggiore volatilità normativa e fiscale.
Il boom del real estate di lusso
I dati operativi confermano questa attrattività. Nel primo trimestre del 2026, il mercato immobiliare di fascia alta registra un aumento del 60% delle richieste di acquisto e un incremento del ticket medio da 4,5 a 6,5 milioni di euro (+46%). Oltre il 65% della domanda proviene dall’estero, con Stati Uniti, Regno Unito, Germania e Francia in testa. Si tratta di un mercato molto diverso da quello tradizionale. Più della metà delle proprietà sopra i 5 milioni viene trattata off-market: discrezione, selezione e accesso limitato sono elementi chiave. L’offerta è strutturalmente scarsa, soprattutto per asset unici come ville storiche o proprietà iconiche. Il risultato è una pressione al rialzo sui prezzi e un consolidamento dei valori.
Da investimento a “cassaforte”
Sta cambiando anche la logica dell’acquisto. Il mattone di lusso non è più visto principalmente come fonte di reddito da locazione, ma come strumento di protezione del capitale. In un contesto globale incerto, possedere un immobile di pregio in Italia equivale a detenere un asset rifugio, difficilmente replicabile e meno esposto alla volatilità finanziaria.
Sottolinea Dimitri Corti, fondatore di Lionard Luxury Real Estate, una delle maggiori realtà di settore, che «il real estate di lusso sta diventando un’infrastruttura di allocazione del capitale. Non si tratta più solo di intermediare immobili, ma di organizzare l’incontro tra domanda globale e un’offerta limitata e qualificata. L’Italia ha un vantaggio competitivo perché combina valore patrimoniale e attrattività internazionale. Il futuro del settore sarà determinato da chi saprà organizzare questo accesso in modo efficiente, mantenendo al centro il valore del patrimonio e sfruttando la tecnologia a servizio del cliente».
Qual è il vantaggio per l’Italia
L’afflusso di grandi patrimoni porta benefici evidenti ma anche alcune criticità. Sul fronte positivo, si registrano investimenti diretti nel Paese, entrate fiscali (nonostante i regimi agevolati), riqualificazione di immobili storici e indotto economico nei territori, tra servizi, turismo e occupazione qualificata. Tuttavia, esiste anche un rovescio della medaglia: la crescente pressione sulle fasce alte può contribuire ad aumentare i prezzi immobiliari in alcune aree, con effetti indiretti sul mercato locale. Il punto centrale, però, è un altro. L’Italia sta diventando sempre più una destinazione di riferimento per la ricchezza globale non solo per ciò che offre, ma per come riesce a posizionarsi: non semplicemente come mercato immobiliare, ma come luogo di conservazione e valorizzazione del capitale. Ed è qui che il real estate di lusso cambia natura: da settore tradizionale a piattaforma strategica dentro i nuovi equilibri della ricchezza mondiale.
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23 maggio 2026 ( modifica il 23 maggio 2026 | 07:43)
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