di
Alessio Di Sauro
Le salme prenderanno la direzione dell’obitorio di Gallarate. Lunedì la Procura di Busto Arsizio conferirà formalmente l’incarico a tre medici legali che dovranno eseguire gli esami autoptici
L’aereo della Turkish Airlines con a bordo quattro salme dei sub morti alle Maldive (la quinta – Gianluca Benedetti, il capobarca – era già arrivato nei giorni scorsi) è atterrato alle 13.15 all’aeroporto di Malpensa. Sono in corso le operazioni di sbarco. Non è stata approntato alcun servizio di accoglienza. Sul volo le salme della professoressa dell’università di Genova, Monica Montefalcone, e della figlia Giorgia Sommacal, della ricercatrice Muriel Oddenino e di Federico Gualtieri, laureato di recente all’ateneo ligure. Le salme prenderanno la direzione dell’obitorio di Gallarate. Lunedì la Procura di Busto Arsizio conferirà formalmente l’incarico a tre medici legali che dovranno eseguire gli esami autoptici su delega dei loro colleghi romani. La procura di Roma ha aperto un fascicolo per omicidio colposo al momento contro ignoti. Gli stessi inquirenti indicheranno anche il luogo in cui si svolgeranno le autospie, con ogni probabilità a Gallarate.

Nel frattempo, l’Italia ha acconsentito di condividere i risultati delle stesse autopsie. Lo ha riferito il portavoce del presidente delle Maldive, Mohamed Hussain Shareef, aggiungendo che sono state avviate due indagini: una sulla morte dei 5 subacquei italiani e l’altra per chiarire le circostanze della morte di Mohamed Mahudhee, il sub militare maldiviano deceduto durante un primo tentativo di recupero dei corpi. A seguito della morte di Mahudhee le operazioni erano state sospese. I corpi sono successivamente stati recuperati con un’operazione ad alto rischio condotta da un team composto da tre sub finlandesi specializzati in immersioni profonde e in grotta.
Le indagini
I feretri, come detto, sono partiti alla volta dell’obitorio dell’ospedale di Gallarate, sempre nel Varesotto. L’esame autoptico sarà eseguito su tutti i corpi, compreso quello di Benedetti, a partire dal pomeriggio di lunedì 25. Ma non è escluso che le autopsie vengano effettuate a Busto Arsizio.
La procura della Repubblica di Busto Arsizio, su delega della Procura di Roma che ha aperto un fascicolo per omicidio colposo, incaricherà di eseguire l’autopsia, nel corso di una udienza fissata per lunedì alle 12.30, Luca Tajana, dell’Istituto di medicina legale dell’Università di Pavia, la tossicologa forense Cristiana Stramesi, sempre di Pavia, e l’anestesista, rianimatore e specialista di medicina sportiva e subacquea Luciano Ditri, uno dei massimi esperti italiani in medicina iperbarica. All’udienza i legali delle famiglie potranno nominare i propri consulenti di parte. La famiglia Gualtieri indicherà la dottoressa Carola Vanoli, medico legale dell’Asl del Verbano Cusio Ossola.
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I dubbi sulla missione
Prosegue a ritmo serrato anche il lavoro della Squadra mobile della questura di Genova che indaga su delega della procura romana. Secondo quanto emerso, dopo aver raccolto la testimonianza di Stefano Vanin, l’entomologo forense docente dell’università di Genova che si trovava sull’imbarcazione dalla quale sono scesi in acqua le cinque vittime e aver acquisito i materiali che Vanin ha riportato dalle Maldive, la polizia ha sentito anche alcuni dipendenti dell’ateneo ligure sulla definizione della missione che era stata affidata alla professoressa Montefalcone anche alla luce dei contatti avvenuti tra Montefalcone e l’università, quando la professoressa si trovava già alle Maldive.
I soccorritori
Alle Maldive il rescue team di Dan Europe ha terminato la missione di recupero e il capo della squadra, Sami Paakkarinen, racconta: «Quei corpi erano tutti insieme in una porzione della grotta – riporta l’agenzia di stampa Ansa -. Dopo la prima immersione non li trovavamo e temevamo che
non fossero più lì», spiega ricordando che la grotta «è molto profonda, 60 metri, non è molto lunga, circa 200 metri, ma è molto impegnativa». L’altra speleosub che era con lui, Jenni Westerlund, sottolinea che «in questi casi spesso conta l’errore umano».

Le ipotesi
Gli esperti non si sbilanciano sulle cause di quanto accaduto ai sub italiani rimasti intrappolati in un anfratto del secondo ambiente della grotta. Ma non si può escludere che possano essersi persi, non essendo riusciti ad imboccare il corridoio per tornare dalla seconda alla prima camera, quella
aperta all’esterno. Ed hanno finito l’aria nelle bombole, da 12 litri, adatte ad immersioni ricreative. La scarsa visibilità dovuta ai sedimenti corallini e all’alzarsi della sabbia, i dubbi sull’attrezzatura adeguata e le grotte marine dell’atollo di Vaavu, che potrebbero essersi inaspettatamente rivelate un labirinto dagli anfratti angusti.
Senza ossigeno
Sulla strage dei sub alle Maldive, intanto, si fa sempre più probabile l’ipotesi che lo scorso 14 maggio i cinque italiani, mentre erano in profondità, possano aver finito l’ossigeno a disposizione nelle bombole mentre cercavano disperatamente una via di uscita dopo essersi persi. Ipotesi che prendono corpo dalle testimonianze del super gruppo di tre sommozzatori finlandesi, che in questi giorni sono riusciti a completare le attività di recupero dei corpi delle vittime.
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23 maggio 2026 ( modifica il 23 maggio 2026 | 15:08)
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