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Cesare Zapperi
Domenica 24 e lunedì 25 poco più di 6 milioni di italiani a voto per eleggere il sindaco. Tra le sfide più importanti quelle di Venezia e Salerno
Domenica 24 e lunedì 25 maggio va in scena un test elettorale importante. Saranno chiamati ai seggi più di 6 milioni di italiani residenti in circa 750 Comuni (il 10% del totale) delle Regioni a statuto ordinario per le elezioni comunali.
Non sono coinvolte le metropoli, ma tra le città al voto c’è un capoluogo di Regione, Venezia, e 17 di provincia: Reggio Calabria, Lecco, Mantova, Arezzo, Pistoia, Prato, Fermo, Macerata, Chieti, Avellino, Andria, Trani, Crotone, Salerno, Agrigento, Enna e Messina. Sarà l’ultima prova elettorale prima del voto per le Politiche previsto nel 2027. Quindi, sarà seguita con grande attenzione per misurare lo stato di salute dei partiti e delle coalizioni.
Domenica 24 si vota dalle 7 alle 23 e lunedì 25 dalle 7 alle 15. Lo spoglio delle schede inizierà subito dopo. Nei Comuni che hanno più di 15mila abitanti, qualora nessun candidato sindaco raggiungesse il 50%+1 dei voti al primo turno sarà necessario un ballottaggio tra i due più votati: questo si terrà domenica 7 (dalle 7 alle 23) e lunedì 8 giugno (dalle 7 alle 15). Al di sotto dei 15 mila abitanti, vince che prende un voto in più, indipendentemente dalla soglia raggiunta.
Se limitiamo lo sguardo solo ai capoluoghi, dal punto di vista degli schieramenti politici il punto di partenza sulla base delle Amministrazioni uscenti è un pareggio: 5 Comuni erano di centrodestra (Venezia, Arezzo, Pistoia, Macerata, Agrigento), 8 di centrosinistra (Lecco, Mantova, Prato, Chieti, Salerno, Andria, Trani, Reggio Calabria) e 5 guidati da liste civiche (Crotone, Avellino, Enna, Fermo e Messina). È su questi risultati che si concentreranno le attenzioni degli addetti ai lavori e degli osservatori. Ma vediamo gli scenari nelle due città più importanti.
A Venezia dopo i due mandati del sindaco civico (ma sostenuto dal centrodestra) Luigi Brugnaro, scendono in campo ben 8 contendenti. La partita riguarda soprattutto le due coalizioni maggiori. Il centrodestra si è affidato a Simone Venturini, 38 anni, assessore al Turismo, Lavoro e Coesione sociale nelle due giunte uscenti, alla testa di una lista civica che porta il suo nome e con l’appoggio di tutte le forze di centrodestra. Lo sfida Andrea Martella, 58 anni, esponente del Pd, alle spalle 4 legislature da deputato, attualmente senatore, già sottosegretario alla presidenza del Consiglio, che può contare sul sostegno di un’ampia coalizione di centrosinistra: Pd, M5s, Avs, Italia viva, Psi, +Europa, Radicali, Rifondazione Comunista. Gli altri candidati sindaco sono: Giovanni Andrea Martini (con le liste “Tutta la città insieme”, “La città che vogliamo” e “Venezia, pace e lavoro”), Pierangelo Del Zotto (“Prima il Veneto”), Michele Boldrin (“Ora-il coraggio dell’ovvio”), Claudio Vernier (“Città Vive”), Roberto Agirmo (“Resistere Veneto”), Luigi Corò (“Futuro per Venezia Mestre”).
Anche a Salerno gli aspiranti sindaci sono 8. Nella città campana si va al voto con un anno di anticipo per le dimissioni del sindaco uscente Vincenzo Napoli. Torna in campo l’ex primo cittadino ed ex presidente della Regione Vincenzo De Luca che può contare su un’ampia coalizione (ma senza il simbolo del Pd) composta dalle liste: “Progressisti per Salerno”, “Salerno per i Giovani”, “A Testa Alta”, “Cristiani Democratici”, “Avanti-Psi”, “Insieme per Salerno” e “Davvero Ecologia&Diritti”. Il centrodestra schiera Gherardo Maria Marenghi sostenuto da “Fratelli d’Italia”, “Forza Italia”, “Prima Salerno” (che è la lista civica della Lega) e “Noi Moderati”.
Gli altri candidati sono: Franco Massimo Lanocita (“Movimento 5 Stelle”, di “Alleanza Verdi e Sinistra” e “Salerno Democratica”), Armando Zambrano (“Noi Popolari Riformisti – Udc”, “Azione – Oltre” e “Salerno di Tutti”), Alessandro Turchi (“Salerno Migliore”), Mimmo Ventura (“Dimensione Bandecchi”), Elisabetta Barone (“Semplice Salerno”), Pio Antonio De Felice (“Potere al Popolo”).
24 maggio 2026
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