Dalle isole Eolie alla Capitale per confondersi tra la gente e passare una giornata da vero romano. Immaginate Mick Jagger, monumento del rock mondiale, mentre assaggia un boccone di trippa fumante nel cuore della città, a piazza Farnese. Un “rito” di iniziazione al quale “Sir” Jagger si è sottoposto divertito, senza battere ciglio quando ha scoperto di aver apprezzato una delle più classiche frattaglie della cucina romana.

Di sicuro il breve soggiorno nella Capitale avrà contribuito a lasciarsi alle spalle le polemiche per la festa interrotta dai carabinieri a Stromboli, che avrebbe dovuto celebrare la fine delle riprese di “The incestuous sisters”, ultima fatica cinematografica della regista Alice Rohrwacher. Jagger, oltre a essere il frontman dei Rolling Stones, è stato anche interprete di una dozzina di pellicole. Una volta chiuso il set in Sicilia è atterrato a Roma giovedì scorso, e nella Capitale è riuscito a mimetizzarsi alla grande. Ma non è sfuggito all’obiettivo di Rino Barillari. Lui, “the King” dei paparazzi, lo ha immortalato ieri pomeriggio in una saletta di Camponeschi, il ristorante di piazza Farnese amato da star del cinema, Capi di stato, volti noti della televisione.

IL MENU

Dimenticate gli eccessi da rockstar: Mick Jagger, attovagliato con un amico che ha fatto anche da interprete, ha ordinato spaghetti con gamberi rossi, puntarelle e grigliata mista di pesce. Bandito dalla tavola il vino. Per lui e il suo accompagnatore solo acqua naturale. A sua disposizione il patron del locale, Alessandro Camponeschi, ha allestito un angolo discreto del ristorante. Vicino alla rockstar 82enne e al suo accompagnatore si sono piazzati con discrezione due bodyguard italiani, ma nessuno tra gli avventori ha invaso la privacy del gruppo.

IL SOPRALLUOGO
Jagger e il suo staff sono stati abilissimi a nascondersi a Roma, nessuno è riuscito a scoprire dove abbia soggiornato in questi giorni, ma la stella del rock giovedì sera aveva commesso un passo falso: alcune persone del suo entourage si erano affacciate proprio da Camponeschi perché il leader degli Stones voleva assolutamente provare la cucina del ristorante, apprezzato tra gli altri da Al Pacino, Silvester Stallone, Michael Douglas. «Non c’erano le condizioni per garantire una serata tranquilla: troppi avventori all’interno e torme di giovani all’esterno. Lo staff ha ringraziato e se n’è andato», ha spiegato Alessandro Camponeschi. «Poi ieri, a sorpresa, sono passati i bodyguard e dopo qualche minuto è arrivato Jagger in persona. Non ci potevo credere!» ha aggiunto.

«Posso dire di aver messo insieme Beatles e Rolling Stones», ha commentato soddisfatto il patron del locale: «Nei primi anni ‘80 ho avuto come ospite Ringo Star. Dopo il batterista dei “Fab Four” ho servito personalmente il leader della più grand rock band esistente. Si è presentato vestito come un turista qualsiasi, con una t shirt bianca e un berretto. Il pranzo è stato molto divertente, Jagger è il tipo di persona che quando è all’estero ama “sentire” i posti. Mi ha chiesto lui di assaggiare la trippa. Non so se gli sia davvero piaciuta, ma era davvero curioso». La “sfida” a colpi di frattaglie riporta alla memoria un altro aneddoto del ristorante: «Anni fa Katherine Zeta-Jones fu mia ospite, e le feci assaggiare la trippa. Quando le dissi che si trattava di stomaco di vitello, rimase allibita. Dopo un po’ di tempo tornò qui con suo marito Michael Douglas. Volle fargli assaggiare la trippa per poi rivelargli cosa avesse appena mangiato. Lui reagì con lo stesso aplomb di sir Jagger».