di
Lorenzo Giliberti
L’ex campione di Bari vecchia si era espresso in tal senso, a partire dal settembre 2025, quando la squadra di Massimiliano Allegri era ancora in alto in classifica, dentro la corsa Champions
Da irriducibile criticone, sempre pronto a bacchettare calciatori e allenatori, a infallibile oracolo, in grado di azzeccare gli improbabili verdetti finali. È la parabola di Antonio Cassano, così come emerge dal rush conclusivo del campionato. L’ex campione di Bari vecchia si era pronunciato quando il Milan era ancora in alto, dentro la corsa Champions e, in alcuni passaggi della stagione, persino al comando della classifica.
Per lui, però, quei risultati non bastavano a raccontare la reale consistenza della squadra di Massimiliano Allegri. Anzi: dietro le vittorie rossonere Cassano vedeva soprattutto episodi favorevoli, parate decisive, giocate individuali e, a sua detta, una dose di fortuna destinata prima o poi a esaurirsi.
La sequenza, riassemblata in un video diventato virale, dà il senso della continuità della sua posizione. Il 22 settembre 2025, con il Milan terzo, Cassano diceva: «Io lo dico oggi, il Milan farà fatica ad arrivare nelle prime quattro». Il 3 novembre, con i rossoneri secondi, non arretrava: «Il Milan è secondo? Mi impressiona? Zero». Il 10 novembre, ancora con il Milan terzo, ribadiva la stessa previsione. E il primo dicembre, quando la squadra di Allegri era prima in classifica, il giudizio restava durissimo: «Io di lati positivi in Allegri vedo zero».
Il punto, per Cassano, non era soltanto il piazzamento temporaneo, ma il modo di giocare. Una squadra troppo bassa, troppo attendista, troppo legata alle soluzioni dei singoli. Emblematica la frase su Leao: «Se Luka Modric domani ha un raffreddore, Allegri torna a fare quello che faceva prima: tutti dietro la linea della palla, butta la palla a Leao e facciamo qualcosa». Una sintesi brutale, ma coerente con la sua critica: il Milan, secondo lui, non aveva una vera struttura offensiva.
Anche le vittorie venivano lette in questa chiave. Cassano sosteneva che i rossoneri avessero diversi punti in più grazie a Maignan e agli episodi: «Quest’anno deve ringraziare, ha cinque-sei punti in più grazie al portiere». E citava la partita con la Lazio: se Maignan non avesse compiuto una parata decisiva, ragionava, la gara avrebbe potuto prendere un’altra piega.
Una posizione portata avanti a Viva el Futbol davanti a Lele Adani e Nicola Ventola, che inizialmente poteva sembrare l’ennesima provocazione cassaniana. In passato, del resto, l’ex attaccante è stato spesso accusato di pronostici sbagliati e giudizi troppo estremi. Stavolta, invece, il finale di stagione ha dato peso alle sue parole: il Milan ha chiuso quinto, fuori dalla Champions League, e Allegri è stato esonerato dopo il mancato raggiungimento dell’obiettivo.
Sui social i follower lo hanno ribattezzato “oracolo”. E anche i compagni di studio Adani e Ventola, a posteriori, hanno riconosciuto la precisione di una previsione fatta quando la classifica sembrava raccontare tutt’altro.
Cassano resta Cassano: divisivo, diretto, spesso estremo. Ma sul Milan di Allegri aveva individuato prima degli altri la fragilità nascosta dietro i risultati. «Padre tempo arriva», ripeteva. Questa volta, il tempo è arrivato davvero.
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26 maggio 2026 ( modifica il 26 maggio 2026 | 14:58)
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