di
Maria Giovanna Faiella

Tornano i bollini rossi e arancioni in diverse città: caldo eccezionale per la stagione. Cosa sapere, i numeri utili da chiamare, le regole

L’allerta per le ondate di calore è ancora attiva: «bollino rosso» (livello di rischio «3», massimo) e «arancione» (allerta «2») sono previsti in diverse città, anche se da venerdì sono attesi temporali al Nord. 
Oggi la maggior parte delle città con il bollino arancione, ieri, sono passate a quello giallo. Tra queste Bolzano, Brescia, Frosinone, Latina, Milano, Perugia,
Rieti, Trieste, Venezia, Verona e Viterbo. Peggioramento, invece, dal bollino arancione a quello rosso a: Bologna, Firenze, Roma e Torino. Dal bollino verde a quello giallo sono passate: Bari, Cagliari, Messina, Palermo e Reggio Calabria.

bollettini sulle ondate di calore sono elaborati nell’ambito del «Sistema operativo nazionale di previsione e prevenzione degli effetti del caldo sulla salute», coordinato dal ministero della Salute. 



















































Ma cosa vuol dire un «bollino rosso»? Chi è più a rischio? Come difendersi?

Effetti del caldo estremo sulla salute

Le ondate di calore sono condizioni meteorologiche estreme che si verificano quando si registrano temperature molto alte per più giorni consecutivi, spesso associate a elevati tassi di umidità, assenza di vento e radiazione solare intensa.
È dimostrato che il caldo estremo può rappresentare un rischio per la salute, soprattutto delle persone più vulnerabili che hanno una limitata capacità di termoregolazione fisiologica o non sono in grado di mettere in atto comportamenti protettivi.
Di regola, il corpo si raffredda sudando, ma in determinate condizioni fisiche e ambientali non è sufficiente. Per esempio, se l’umidità è molto elevata, il sudore non evapora rapidamente e il calore corporeo non è eliminato in modo efficace, per cui la temperatura del corpo aumenta rapidamente e possono essere danneggiati diversi organi vitali e il cervello stesso. 

Come spiegano gli esperti del ministero della Salute, l’esposizione prolungata a temperature elevate può provocare disturbi lievi, quali crampi ed edemi, o più gravi come colpo di calore, disidratazione, congestione. 
Inoltre, condizioni di caldo estreme possono causare un aggravamento delle condizioni di salute di persone che soffrono di malattie croniche preesistenti.

Febbre o ipertermia?

Ma come si fa a capire se si ha la febbre o l’aumento temporaneo della temperatura corporea è dovuto al caldo eccessivo, quindi si tratta di ipertermia? In quest’ultimo caso la temperatura corporea diminuisce dopo essere stati per almeno mezz’ora in un luogo rinfrescato.

Livelli di rischio (da zero a tre)

Il ministero della Salute pubblica ogni estate i bollettini relativi alle previsioni sulle ondate di calore in 27 città, con il supporto tecnico-scientifico del Dipartimento di Epidemiologia della Regione Lazio, per prevenire rischi per la salute e promuovere interventi in favore delle persone più vulnerabili.
Sono quattro i possibili livelli di rischio:
– Livello 0 (verde)- Condizioni meteorologiche che non comportano rischi per la salute della popolazione
– Livello 1 (giallo) – Pre-allerta. Condizioni meteorologiche che possono precedere il verificarsi di un’ondata di calore
Livello 2 (arancione) – Temperature elevate e condizioni meteorologiche che possono avere effetti negativi sulla salute della popolazione, in particolare nei sottogruppi di popolazione suscettibili
– Livello 3 (rosso) – Ondata di calore. Condizioni ad elevato rischio che persistono per 3 o più giorni consecutivi.

Chi rischia di più

Quando si verifica un’ondata di calore, i sottogruppi di popolazione a maggior rischio sono:
-persone anziane;
-neonati e bimbi piccoli; 
-donne in gravidanza; 
-persone con malattie croniche, in particolare: polmonari, cardiovascolari, diabete, neurologiche come Parkinson e Alzheimer); 
-persone non autosufficienti; 
-chi ha disturbi psichici gravi; 
-persone, anche giovani, che fanno esercizio fisico o svolgono lavori intensi all’aria aperta; 
-chi fa uso di alcol e droghe; 
-chi assume farmaci quotidianamente che possono far aumentare il rischio di eventi avversi legati al caldo; 
-persone in condizioni socio-economiche disagiate.

Come «difendersi» se si esce e in casa

Alcuni accorgimenti possono contribuire a ridurre gli effetti negativi delle ondate di calore. Ecco alcuni consigli dati dagli esperti del ministero della Salute. 
Non uscire nelle ore più calde della giornata tra le 11 e le 18 ed evitare in queste ore l’attività fisica all’aperto. 
Quando si esce, indossare indumenti chiari, leggeri, in fibre naturali (come cotone e lino), ripararsi la testa con un cappello di colore chiaro e proteggere gli occhi con occhiali da sole con filtri UV.
Se possibile, soggiornare anche solo per alcune ore al giorno in luoghi climatizzati per ridurre l’esposizione alle alte temperature.
Trascorrere le ore più calde della giornata nella stanza più fresca della casa, bagnandosi spesso con acqua fresca.
Assicurare un adeguato ricambio di aria: la ventilazione naturale (preferibilmente di notte quando le temperature sono più basse) determina un miglior ricambio dell’aria rispetto alla ventilazione meccanica.

Come regolare ventilatori e aria condizionata

Se si utilizza l’aria condizionata, va evitato di regolare la temperatura a livelli troppo bassi rispetto alla temperatura esterna. Meglio optare tra i 24 e i 26 gradi centigradi.
Il ventilatore non va mai indirizzato direttamente verso le persone; se viene superata la soglia dei 32° all’interno dell’abitazione è sconsigliato (non è efficace).

Bere anche se non si ha sete, cibi da preferire

Per contrastare gli effetti del caldo bere molta acqua e altri liquidi (per esempio latte o spremute), moderando l’assunzione di bevande gassate o zuccherate, tè e caffè ed evitando bevande troppo fredde e bevande alcoliche. 
Gli anziani devono bere anche se non hanno lo stimolo della sete.

Pasti pesanti aumentano la produzione di calore nel corpo, quindi va seguita un’alimentazione leggera, preferendo la pasta e il pesce ed evitando cibi elaborati e piccanti; consumare molta verdura e frutta fresca
Attenzione alla corretta conservazione degli alimenti deperibili (es. latticini, carne), in quanto elevate temperature possono favorire la proliferazione di germi patogeni, causa di disturbi gastroenterici.

Se si prendono farmaci

Se si assumono farmaci, non sospendere autonomamente terapie in corso, ma consultare il proprio medico medico curante per eventuali adeguamenti della terapia. 
Conservare le medicine in modo corretto lontano da fonti di calore e dalla irradiazione solare diretta.

Se si vive da soli

Alle persone che vivono da sole, soprattutto anziane, si consiglia di tenere a portata di mano i numeri da chiamare in caso di malore (dottore, guardia medica).
È attivo il numero (gratuito) di pubblica utilità 1500 del ministero della Salute: offre ascolto e informazioni ai cittadini, soprattutto alle persone più fragili e a rischio, al fine di mitigare gli effetti delle ondate di calore sulla salute.

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28 maggio 2026