Novità significative per il volley giovanile femminile ravennate. Come anticipato nei giorni scorsi l’Olimpia Teodora ha affidato la gestione del proprio vivaio (quasi 300 atlete) al VAMB, l’Accademia del Volley voluta da Manù Benelli, che porta avanti da oltre 10 anni un lavoro sulle giovanissime, fatto di campionati di categoria e di affollati “camp” estivi, oltre alla promozione del volley (presentazione libri, conferenze, ecc) svolta dalla stessa Manù in varie parti d’Italia.

La 63enne ’imperatrice’ (11 scudetti e 2 Coppe dei Campioni da capitana e titolare inamovibile, 325 presenze in Nazionale) non nasconde l’entusiasmo: “Il nostro progetto è nato, si è rinforzato e proseguirà a Punta Marina e Lido Adriano, ma ci sentivamo pronti a portare le nostre competenze in città. E’ nato questo contatto con l’Olimpia Teodora e, per una come me che ha legato a questo nome tutta una carriera, si è aperta un’opportunità che ho accolto con grande piacere”.

Come si articolerà?

“Non è una fusione, ma una gestione. Non ne abbiamo ancora parlato in specifico, ma vorremmo mantenere entrambi i nomi, Olimpia e Academy, perché entrambi apportano un patrimonio di esperienze e di ricordi che aiutano a mantenere l’identità”.

Il primo obiettivo?

“Strutturare il lavoro e ridare credibilità. Sono tante le ragazzine che vogliono giocare e le famiglie che scelgono la pallavolo. Dobbiamo creare un ambiente accogliente per i loro sogni. E non si dica che le giovani di oggi non ne hanno! Ne hanno tanti e la pallavolo è spesso fra questi”.

Com’è il termometro del volley giovanile ravennate?

“Due dati discordanti: nessuna ravennate è stata convocata nella selezione regionale, ed è una grande anomalia. Ma due squadre, la mia e l’Olimpia, erano in finale Under16. Insomma, c’è da fare, ma non partiamo da zero”. E del volley nazionale in generale?

“Le Nazionali fanno i grandi risultati che conosciamo, ma le società sono strozzate da costi sempre più alti. La Riforma dello Sport l’abbiamo fortemente voluta, ma servono risorse per sostenerla. Bisognerebbe coinvolgere le grandi città”.

Un giudizio sulle vicende societarie?

“Ci tengo a dire che il mio ruolo e quello dello staff che lavora con me si limiterà al settore giovanile. Poi è chiaro che faccio tutto il tifo del caso perché la prima squadra faccia la A3 e abbia grandi risultati. Una squadra forte in città è sempre un traino anche per l’attività sulle piccole”.

Marco Ortolani