di
Alessandro Bocci

Il c.t. a interim attacca i dirigenti e lancia i giovani per le sfide con Lussemburgo e Grecia: «Non ho il curriculum per restare, ma se siamo squadra vinciamo entrambe le partite. Ai ragazzi chiedo entusiasmo»

Silvio Baldini, 67 anni, sembra emozionato. Sincero, schietto, graffiante, mai banale, come quando prova a fornire una spiegazione alla crisi del calcio italiano: «Per me è semplice. Il calcio italiano è in mano a dirigenti che pensano a interessi loro e non alla crescita del movimento. Mi diverto a chiamarli lestofanti e hanno in mano il filo di questo gioco».

Lei sarà c.t. a interim per le prossime due partite con Lussemburgo e Grecia. Pensa di avere una chance per rimanere anche in futuro?
«Credo che per allenare la Nazionale che ha in bacheca 4 titoli mondiali, 2 europei e una medaglia d’oro all’Olimpiade ci vuole curriculum che non ho. So che molti fanno il tifo per me perché vedono un cambiamento, però non voglio fare il pavone altrimenti rischio una brutta figura. Ho chiaro in testa cosa voglio: partecipare e vincere all’Europeo Under 21 e andare all’Olimpiade. Se ci riuscissi, dopo sarebbe diverso. Ma adesso se coltivassi una speranza starebbe a significare che non credo nel merito. Chiariamo un concetto: se Gattuso non si fosse dimesso non sarei qua. Lui e Buffon hanno sempre avuto affetto e stima per me. Non mi piace sfruttare le disgrazie altrui».



















































Cosa significa per lei questa promozione?
«Per me queste due partite sono un orgoglio. Non sono due amichevoli perché con la Nazionale il concetto di amichevole non esiste. In palio c’è l’onore. Il rispetto della nostra storia. Per me è un premio inaspettato, un regalo del destino».

Perché ha chiamato solo giovani?
«Ho convocato quelli del mio gruppo della Under 21 più Donnarumma e Pio Esposito che, se ci qualificassimo, potrebbero venire all’Olimpiade».

Come è andata con Donnarumma?
«Mi ha telefonato e a me non è parso il vero. Nessun altro si è fatto vivo, anche se sinceramente li capisco. La delusione per la sconfitta con la Bosnia è stata cocente, una ferita troppo grande. E in ogni caso se mi avessero chiamato avrei circoscritto la chiamata a Gigio e Pio».

Torniamo alla crisi del calcio italiano. Perché i giovani si perdono al momento di fare il grande salto?
«L’esperienza la fai giocando. E se non giochi il tuo valore rimane ingabbiato. Il problema è il salto tra le giovanili e la Nazionale maggiore. Non è problema della Figc, ma del calcio italiano in generale. Se sul mercato compri uno straniero di 39 e non fai giocare un ventenne del settore giovanile dove è il vantaggio? Serve una riforma, servono persone serie a capo delle squadre italiane. In campo andiamo più piano perché ci sono pochi giovani che portano ritmo e entusiasmo. I giocatori più adulti sono e più gestiscono la fatica. Cerchiamo la densità: contro avversari modesti ce la facciamo, con quelli bravi invece collezioniamo brutte figure».

Cosa pensa di questo gruppo?
“È unito e motivato. Alcuni mi hanno detto che firmerebbero a vita per una squadra che mi fa vivere queste emozioni. Camarda è un esempio: per stare con noi da infortunato ha saltato due sedute di fisioterapia. Mané avrebbe voluto fare altrettanto, ma il Borussia non lo ha liberato».

Chi prenderebbe come c.t.?
«
Prenderei un allenatore affermato che ha un curriculum. Guardiola e Fabregas sono l’espressione del gioco, però mi viene da ridere quando li accostano alla Nazionale. I nomi fatti possono dare una certa impronta. Spero che venga uno a cui posso essere utile nel suo lavoro».

Cosa chiede agli azzurrini?
«
Entusiasmo, devono pensare che sono i più forti di tutti, sfruttare l’occasione e non perderla. Se siamo squadra vinciamo tutte e due le partite. Il calcio è uno stile di vita, un modo di vivere le emozioni».

Lei che emozione sta provando?
«
L’attesa è stata bellissima. Da ieri si pensa a lavorare. Ho messo delle regole e voglio che siano rispettate. Chi non le rispetta va a casa. Qui non esiste la multa. I ragazzi sanno che sono credibile, sono senza filtri. Non faccio il generale. Senza regole non ci sono principi e se non ci sono principi non c’è squadra».

Il c.t. greco Jovanovic si è lamentato per le sue convocazioni.
«Ribadisco: se restiamo liberi e non accusiamo le pressione, vinciamo entrambe le partite. Sono convintissimo. I ragazzi hanno qualità tecniche notevoli. Non rispondo al ct greco, è una sua opinione. Mi incuriosisce che nel Paese dove è nata la democrazia ci si preoccupa di cosa fanno gli altri…».

Ma se le cose dovessero andare male il ranking precipiterebbe…
«Non gioco pensando di poter perdere, altrimenti Chiamare giocatori meno motivati. Se parto pensando che si può perdere, smarrisco fiducia e entusiasmo».

Chi è Silvio Baldini?
«Mi sento un uomo libero, direi anarchico ma non è più come una volta e allora meglio dire libero. E in Nazionale porto la mia libertà e chiedo la libertà di esprimere il proprio talento».

29 maggio 2026 ( modifica il 29 maggio 2026 | 19:29)