Proprietà, management e allenatore bianconeri hanno discusso un piano che permetta di rafforzare la squadra nella maniera più efficace possibile
Ripartenza all’insegna dell’unità e della condivisione per il bene della Juve. Si è tenuto oggi il tanto atteso summit tra la proprietà, il management e l’allenatore bianconeri, dopo le tensioni e la freddezza registrati negli ultimi mesi tra Damien Comolli e Luciano Spalletti. Le parti hanno discusso un piano condiviso per iniziare a lavorare sin da subito nelle prossime settimane in vista della prossima stagione, con la garanzia, da parte di John Elkann, che la proprietà supporterà un mercato all’altezza nonostante la mancata qualificazione alla Champions League. Le priorità condivise da tutti, infatti, sono quelle di rafforzare la squadra nella maniera più efficace possibile.
le richieste di spalletti—
In particolare, la richiesta di Spalletti, reiterata nelle ultime settimane anche nei concetti espressi pubblicamente, è di inserire calciatori pronti, di carattere ed esperienza. Nel dettaglio, si cercano un portiere per sostituire l’incerto Di Gregorio e dopo le complicazioni dell’affare Alisson; un difensore abile a impostare, con preferenza per il suo ex calciatore ai tempi del Napoli Kim Min-jae, che potrebbe pure arrivare in prestito nell’ambito di una trattativa più ampia che preveda la partenza di Bremer verso la Baviera; un trequartista “abile nell’angusto” (Spalletti dixit), per il quale sarebbe stato individuato il profilo di Brahim Diaz del Real Madrid; e il rinnovo di contratto di Dusan Vlahovic, che l’allenatore non ha mai fatto mistero di considerare uno dei cardini del suo progetto. I colloqui con l’entourage del serbo, però, sono fermi all’ultima offerta juventina: 7 milioni all’anno bonus compresi, senza follie per premi alla firma e commissioni. Ed è su questi ultimi aspetti che la trattativa si è arenata.