di Alessandra Dal Monte
Aperto il caveau con etichette che risalgono alla collezione dello zar Alessandro III, di cui i sovietici si impossessarono dopo la rivoluzione russa: i proventi delle vendite serviranno ad aprire una scuola di enologia in Georgia
Il dittatore sovietico Iosif Stalin, nato in Georgia nel 1878, era un appassionato bevitore di vino e un grande collezionista di etichette di pregio. Tant’è che a Tbilisi è stato aperto per la prima volta il caveau in cui riposano le oltre 40mila bottiglie a lui appartenute, attualmente di proprietà del governo georgiano.
«Ragnatele intricate pendono dal soffitto nella penombra e una piacevole dolcezza muschiata pervade l’aria in questo deposito», scrive per l’agenzia Reuters Lucy Papachristou, che ha assistito allo storico svelamento del caveau. Tra i tesori conservati molte rarità francesi e georgiane: alcune etichette risalgono addirittura all’inizio dell’800.
L’obiettivo del governo è mettere all’asta la collezione e utilizzare il ricavato per aprire una scuola di enologia in Georgia. «Metteremo il nostro Paese sulla mappa dei collezionisti di vino», ha detto alla Reuters Irakli Gilauri, proprietario di Gilauri Wines, che ha collaborato con il Ministero dell’Agricoltura georgiano al progetto.
La collezione di Stalin, leader dell’Unione Sovietica dal 1924 fino alla sua morte nel 1953, comprende vini provenienti dalle più famose tenute di Bordeaux, un tempo appartenuti allo zar Alessandro III di Russia e a suo figlio Nicola II. I sovietici si impossessarono della collezione imperiale dei Romanov dopo la Rivoluzione russa del 1917 e Stalin ne divenne il custode, aggiungendo gradualmente le sue varietà georgiane preferite.
«Mi sento come Indiana Jones che apre una grotta: potrebbe non essere niente, oppure potrebbe essere qualcosa», ha detto a Reuters il collezionista Victor Chen, giunto a Tbilisi da Dallas. Tra gli ospiti della «spedizione» anche Pierre Lurton, presidente di Château d’Yquem e Cheval Blanc, che ha definito la cantina «un pantheon del vino».
29 maggio 2026 ( modifica il 29 maggio 2026 | 19:56)
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