Le parole di Donnarumma, capitano azzurro e veterano nella Nazionale più giovane di sempre, prima degli impegni con Lussemburgo e Grecia: “Il mio compito è dare l’esempio, trasmettere l’amore per l’azzurro”
Una notte può cambiarti la vita e diventare un “peso” difficile da sopportare. “Me lo porterò dietro per sempre…quella contro la Bosnia è una ferita che non si rimarginerà: abbiamo vissuto una vigilia perfetta, avevo buone sensazioni per la positività del gruppo, la presenza di Rino (Gattuso, ndr) e Gigi (Buffon, ndr). E invece…”. Invece eccoci qua: un gruppo di ragazzi giovani, i più giovani di sempre per una nostra Nazionale, e un capitano coraggioso. “Mi sono sentito in dovere di fare una chiamata, di dare la mia disponibilità: il mister ha deciso di convocarmi e sono molto contento di essere qui. Ma una cosa sia chiara, sarebbero stati altrettanto felici anche gli altri miei compagni, ma – sottolinea Donnarumma – sapevano che il tecnico voleva puntare sul suo gruppo”. Gigio in campo si fa sentire, ma, soprattutto, sente qualcosa di nuovo. “Ad allenarmi con loro provo una bella sensazione, mi emoziono: anche noi abbiamo del talento, ve ne accorgerete. Da questa Italia trarremo energia, leggerezza, intraprendenza, tutto ciò che serve per ricominciare a sognare: la ferita per il terzo Mondiale perso deve convivere con la speranza di riprenderci il nostro posto nel mondo”, così Donnarumma.
il ricordo di zenica—
A Coverciano qualcosa si muove. “Capisco i tifosi, capisco la loro profonda delusione che può diventare disinteresse, ma, allo stesso tempo, dico di darci fiducia: possiamo risalire la corrente, anzi sono sicuro che accadrà. Come dicevo, anche se a settembre ci sarà un ct e ci saranno altri giocatori, intanto godiamoci la freschezza di questa bella gioventù ricca di tecnica”, racconta Gigio. Già, il nuovo ct. “Non tocca a me parlarne, tra poco ci saranno le elezioni federali e sarà il nuovo presidente a indicare il commissario tecnico. Se ho parlato con Guardiola ora che ha lasciato il City? L’ho salutato con affetto, non so cosa vorrà fare, non ci siamo confrontati, ci mancherebbe: posso essergli solo grato per avermi voluto a Manchester. Se siamo pronti anche noi a un allenatore della Nazionale straniero? Non sarebbe un problema”, così il capitano azzurro. Donnarumma e il peso di qualcosa “difficile anche da raccontare…mi è caduto il mondo addosso. Il Mondiale? Accenderò la tv il 20 luglio…”. Il 20 luglio è il giorno dopo la finalissima di New York.
© RIPRODUZIONE RISERVATA