Questo trasformerebbe la serata del venerdì sera, tradizionalmente dedicata alle cover e ai duetti, in una vera e propria serata Eurovision durante la quale gli artisti in gara riproporrebbero il proprio brano in una versione pensata espressamente per il concorso. Le esibizioni, che potrebbero essere accompagnate da coreografie, effetti scenici e soluzioni visive ispirate allo stile dell’Eurovision, consentirebbero quindi al pubblico da casa di selezionare la canzone più adatta per l’Eurovision mettendo, quindi, da parte la competizione tradizionale di Sanremo che avrebbe comunque il suo vincitore. La conseguenza più evidente di questa rivoluzione strutturale sarebbe la nascita di due competizioni parallele: da una parte la corsa alla vittoria del Festival, che continuerebbe a concludersi nella finalissima del sabato, e dall’altra la gara per conquistare il pass per l’Eurovision.

Eurovision beauty look finale

Sal Da Vinci. Foto Gettypicture alliance/Getty Images

Al di là della convinzione che questo meccanismo rappresenterebbe la chiave per convincere un maggior numero di artisti di primo piano a partecipare a Sanremo, il punto è un altro: con questa doppia gara, non si rischierebbe di creare una gran confusione per il pubblico a casa? Pubblico che, ricordiamo, non è così avvezzo come pensiamo ai meccanismi dell’Eurovision, e che potrebbe di fatto non capire la differenza tra le due competizioni scambiandole a meno che non si decida per un voto alternativo. Tipo costituito dalla stampa o da una categoria di esperti ad hoc – anche se, inutile dirlo, sarebbe bello che a scegliere chi rappresentare l’Italia all’Eurovision fossero gli italiani. Parliamo, al momento, solo di rumors e ipotesi che devono non solo essere messe a frutto ma anche studiate per capire se diventeranno effettivamente realtà anche se, a quanto pare, è certo che le discografiche sosterranno il nuovo corso di De Martino con più convinzione rispetto a quanto hanno fatto negli ultimi due anni.