VITTORIO VENETO – Dopo l’allerta sanitaria la denuncia in procura. L’Usl della Marca ha presentato un esposto affinché vengano chiarite tutte le responsabilità, di carattere civile o penale, sul caso di rabbia canina che ha costretto l’azienda sanitaria e il Comune di Vittorio Veneto far scattare il maxi piano sanitario che finora ha compreso l’avvio della profilassi per una quarantina di persone, una decina di cani in isolamento e soprattutto l’avvio di una campagna di vaccinazione a tappeto che, entro un paio di settimane, dovrà essere effettuata su circa 5mila animali da compagnia. Di certo si conosce la provenienza irregolare del povero cagnolino che i veterinari dell’Usl, scoperto il contagio, hanno dovuto abbattere: era stato portato, in modo del tutto irregolare, dal Marocco. La proprietaria, per quanto si è appreso, lo aveva ricevuto in regalo da un parente che, di ritorno dal Maghreb in camper, lo aveva trovato e portato con sé. In barba a protocolli sanitari e regolamenti di specie. La donna, che tra l’altro è stata morsa dal suo stesso cane e per questo a sua volta sottoposta a profilassi, ha fatto tutto quello che doveva quando ha ricevuto in dono il cagnolino? È uno dei punti su cui dovranno fare chiarezza gli inquirenti.
APPROFONDIMENTI
BURIONI
Sull’allarme rabbia a Vittorio Veneto è intervenuto anche il virologo e divulgatore scientifico Roberto Burioni che sui social ha da un lato sottolineato che «la situazione, già molto pericolosa a causa di questi pazzi che hanno riportato illegalmente in Italia un cane (e la rabbia, che da molti anni e dopo molti sforzi nel nostro Paese non c’è più) viene aggravata a causa di una seconda categoria di pazzi, che non vogliono vaccinare i loro animali domestici».
LA TASK FORCE
Intanto ieri pomeriggio si è riunito il Gruppo di lavoro multidisciplinare dell’Usl dedicato, istituito a seguito del caso di rabbia canina: la novità riguarda le persone sottoposte a profilassi antirabbica, salite a 41, mentre resta invariato il numero di cani in isolamento. Ieri il servizio Igiene e sanità Pubblica e quello Veterinario hanno ricevuto complessivamente circa 70 telefonate, prevalentemente finalizzate a richiedere informazioni sullo stato di salute degli animali sottoposti a quarantena e sui possibili rischi per altri animali o per i rispettivi proprietari.
IL VERTICE
Ieri la sindaca Mirella Balliana ha sentito la dottoressa Eliana Schiavon, direttrice della Struttura Complessa Servizio Veterinario di Sanità Animale dell’Ulss 2 Marca Trevigiana, che le ha riferito che mercoledì, dopo la festa per il 2 Giugno, ci sarà un’importante riunione per fare il punto della situazione sul caso di rabbia. «Al momento la situazione è sotto controllo – commenta Balliana – e i numeri sono invariati. Sono stati sottoposti a trattamento la proprietaria del cane, le altre le persone entrate in contatto con l’animale, tra le quali i veterinari direttamente coinvolti, e alcuni cani. In settimana, inoltre, verrà fatta una nuova riunione con i veterinari dell’Ulss per capire come gestire il tema delle colonie feline».
LE COLONIE FELINE
La sindaca ha riferito che a Vittorio Veneto le colonie feline sono una quarantina e sono sparse in diversi angoli della città: per questo non sarà facile intercettare tutti i gatti in tempi brevi. «Chiederemo la collaborazione dei responsabili delle colonie – spiega la sindaca -. I gatti all’anagrafe sono 900, ma questo numero non contempla gli eventuali decessi degli ultimi mesi, e sono distribuiti in un territorio molto vasto. Il Comune dovrà valutare le forze a disposizione per intervenire con le dovute cautele». È difficile immaginare di poter impegnare tutto il personale veterinario dell’Ulss per questa emergenza, privando la popolazione di eventuali prestazioni e servizi improrogabili. In ogni caso, nei prossimi giorni azienda sanitaria e Comune cercheranno di trovare una soluzione per escludere il rischio di contagi nella popolazione felina.