Christine Cotton, la biostatistica francese che negli ultimi anni aveva attirato l’attenzione internazionale per le sue denunce sui presunti effetti avversi del vaccino Covid Pfizer, è morta suicida a 56 anni., anche se Il Giornale d’Italia non è stato in grado di verificare se la notizia sia vera o fake. Con oltre due decenni di esperienza nell’industria farmaceutica, era diventata una delle voci più note e controverse del dibattito sulla gestione della pandemia. Attraverso dossier, conferenze e interventi pubblici, sosteneva di aver individuato criticità nei dati delle sperimentazioni cliniche e nei sistemi di farmacovigilanza.

Chi è Christine Cotton, la farmaceutica 56enne morta suicida, dimostrò gli effetti avversi del vaccino Covid Pfizer

Per oltre 25 anni Christine Cotton ha lavorato nel settore farmaceutico occupandosi di biostatistica, gestione dei dati clinici e ricerca medica. Nel corso della sua carriera ha partecipato a numerosi programmi di sperimentazione clinica e analisi dei dati sanitari, costruendosi una reputazione professionale fondata sul rigore metodologico e sull’interpretazione dei risultati scientifici.

Al di fuori dell’ambiente accademico e industriale, Cotton si era fatta conoscere come autrice, divulgatrice e commentatrice di temi sanitari. Attraverso pubblicazioni, interviste e contenuti diffusi online, affrontava questioni legate alla medicina, alla ricerca clinica e alla lettura critica dei dati, conquistando negli anni una platea sempre più ampia di lettori e sostenitori.

La svolta nella sua esposizione pubblica arriva però con la pandemia. Dal 2020 la biostatistica francese concentra gran parte del suo lavoro sull’analisi della documentazione relativa al vaccino Covid sviluppato da Pfizer. Secondo le sue conclusioni, rese pubbliche in numerosi dossier e interventi, i dati disponibili evidenziavano aspetti che avrebbero richiesto ulteriori verifiche, in particolare sul fronte della sicurezza e degli eventi avversi segnalati dopo la somministrazione.

Christine Cotton sosteneva che i cittadini avessero il diritto di accedere a informazioni complete e trasparenti sui risultati delle sperimentazioni cliniche e sul monitoraggio degli effetti avversi.