Residente e titolare di un atelier nel quartiere che circonda lo stadio Romeo Neri, Davide Frisoni è tra coloro che nei giorni del concerto di Vasco Rossi hanno vissuto in prima persona le limitazioni.
Il concerto di Vasco Rossi ha riportato al centro il dibattito sui grandi eventi. Qual è il suo punto di vista?
“Al di là delle ricadute positive che questi eventi portano alla città, il dato reale è che lo stadio si trova in pieno centro storico. Ormai non si può più pensare di utilizzare lo stadio come spazio per grandi eventi senza tenere in considerazione che siamo in una zona molto abitata e che questo crea parecchi disagi”.
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“Per il concerto di Vasco Rossi, è stata istituita la zona rossa già da giovedì, quando non ce n’era assolutamente bisogno. Ho l’impressione che non si tenga abbastanza conto dei problemi e delle difficoltà delle persone quando si fanno certe scelte. Si lavora meno, si vive con minore libertà personale e chi ha difficoltà a muoversi si trova ancora più penalizzato”.
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“Non dobbiamo lamentarci. Dietro le code e i disagi c’è un modello che sta tirando”
Da residente e da professionista che lavora nel quartiere, quali conseguenze ha subito concretamente?
“Con il mio atelier lavoro soprattutto nel weekend. In questi casi, però, da me non può venire nessuno perché è impossibile parcheggiare e organizzarsi. E non parlo solo della mia attività: molte altre hanno subito conseguenze”.
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Il problema riguarda soltanto i grandi concerti oppure è diventato una condizione più frequente?
“Oggi lo stadio non viene utilizzato per il calcio, altrimenti sarebbe un delirio. Già adesso, tra basket, concerti e altre manifestazioni, questa è una zona che fatica ad abituarsi alle continue restrizioni. Non si tratta più di un evento sporadico una volta all’anno: c’è una continuità di eventi sportivi e di spettacoli che sta esasperando i cittadini. A volte si esce di casa senza sapere se si riuscirà a rientrare”.
Tra i residenti si parla anche di possibili richieste di compensazione. È davvero così?
“Molte persone stanno parlando di chiedere risarcimenti al Comune, magari attraverso sconti sulla Tari o sull’Imu”.
