L’imminente apertura del nuovo polo logistico Amazon all’Interporto non manderà in tilt né la Ss76, nè il casello Ancona Nord e neppure l’area vasta anconetana. La rete infrastrutturale attuale, infatti, è “perfettamente in grado di assorbire i nuovi flussi di traffico”.

La vera svolta strategica per alleggerire i punti più critici del territorio – in particolare i quartieri storicamente congestionati come Torrette e l’asse della Flaminia – è rappresentata dalla “futura realizzazione del nuovo casello autostradale di Ancona Centro“. Sono questi i due fulcri essenziali emersi dallo studio “Valutazione degli impatti della struttura intermodale Interporto Marche Spa e del polo Amazon sulla viabilità locale“, commissionato lo scorso febbraio da Interporto Marche alla Sintagma e presentato ieri a Palazzo Raffaello davanti ai vertici regionali e ai sindaci del territorio alcuni dei quali avevano sollecitato da tempo lo studio.

La nuova analisi si è basata su uno studio effettuato da Amazon tra il 2020 e il 2021 quando il colosso dell’e-commerce ha progettato l’insediamento all’Interporto, messo a confronto con i rilievi diretti sul campo effettuati a marzo scorso, integrati con i dati forniti da Anas e da Società Autostrade. I risultati non lasciano spazio a dubbi: con l’avvio del polo adiacente all’Interporto – una struttura imponente da 66mila metri quadrati coperti (pari a 240mila mq calpestabili) che sarà operativa da luglio – l’incremento complessivo del traffico stradale nell’area si attesterà su un “marginale 4%, con valori assoluti considerati del tutto irrilevanti e privi di ripercussioni percepibili sulla circolazione quotidiana”. Le simulazioni confermano che i picchi riscontrati nelle ore lavorative sono figli di dinamiche presenti. Da qui nasce la necessità di una pianificazione lungimirante e appunto il casello Ancona centro a Casine di Paterno.

Nell’immediato si punta sulla regolazione dei flussi pesanti tramite la creazione di “parcheggi buffer” (grandi spazi di sosta per alleggerire la circolazione). Nel breve periodo l’obiettivo è il potenziamento del nodo A14–SS76 in corrispondenza di Ancona Nord, il cosiddetto “Ultimo Miglio”. Infine, nel medio-lungo termine, la priorità assoluta diventa il casello di Ancona Centro con la relativa bretella, “opera fondamentale per deviare i flussi da Torrette”. Al contrario, lo studio boccia definitivamente l’ipotesi di una bretella con il casello di Montemarciano, giudicata di scarsa utilità.

Per l’assessore regionale Bugaro “le proposte di miglioramento individuate, dagli interventi sull’Ultimo Miglio fino all’ipotesi di un nuovo casello di Ancona Centro, sono pienamente coerenti con la nostra strategia regionale di potenziamento infrastrutturale”. “La bretella verso l’A14 libererebbe ancona Nord dal flusso che arriva dal porto e sarebbe anche di semplice realizzazione. Un obiettivo raggiungibile nei prossimi anni”. L’85% dei 746 addetti al polo su tre turni del personale si sposterà in auto, per questo Amazon ha già chiesto altre aree di sosta a Interporto, come ha rivelato il presidente Massimo Stronati tuttavia “giovedì prossimo incontreremo Rfi per verificare la possibilità di attivare all’Interporto la stazione ferroviaria passeggeri”.