Dagli annunci di lavoro scelti quasi per gioco al successo televisivo con Casa a prima vista. Corrado Sassu racconta il suo percorso nel mondo immobiliare, iniziato a vent’anni con tanta gavetta e molti “no”. Oggi guida la Corrado Group e divide il suo tempo tra agenzie, clienti e set, con quelli che ormai considera una seconda famiglia, Blasco Pulieri e Nadia Mayer.
Corrado Sassu, partiamo dall’inizio: come è entrato nel mondo immobiliare? È stata una scelta cercata o ci è arrivato quasi per caso?
«Diciamo che il lavoro me lo sono un po’ cercato. Uscito dal liceo mi sono immatricolato alla facoltà di psicologia della sapienza ma sentivo una vocazione troppo forte per il lavoro. Allora, un giorno ho comprato un giornale di Roma che conteneva gli annunci di lavoro ho chiamato mamma e le ho detto: “Chiudi gli occhi e punta il dito a caso su un annuncio, il primo che indicherai lo chiamo e fisso un colloquio”. Così iniziai a vendere delle Sim aziendali per una compagnia telefonica. Lavorai per circa nove mesi facendo appuntamenti da neopatentato per tutto in centro Italia tra Molise, Abruzzo, Campania, Umbria e Lazio. Arrivavo anche a fatturare 3mila euro al mese, ma tra benzina, telefono e caselli mi restava ben poco. Però oggi ringrazio quell’esperienza: mi ha insegnato a gestire il denaro, a trattare con persone diffidenti, a incassare tanti no e a capire che volevo un lavoro autonomo, dove guadagnare in base al mio impegno».
Poi cosa è successo?
«Un giorno, tornando dalla Campania, vidi una grande agenzia immobiliare a Ladispoli e capii che quello poteva essere il mio mondo. Mi fermai davanti all’ingresso senza sapere nemmeno se cercassero personale e aspettai il responsabile per oltre tre ore. Quando finalmente ci incontrammo, capì subito quanta voglia avessi di lavorare lì. Avevo quasi 20 anni e pochi giorni dopo, il 1° settembre 2011, iniziai il mio primo lavoro nel settore immobiliare».
Ricorda la sua prima trattativa?
«Del primo periodo ricordo soprattutto il primo incarico. Per me era come scalare il K2: a vent’anni dovevo convincere una famiglia ad affidarmi il bene più prezioso, la casa. I primi tre mesi furono un disastro, non riuscivo a prendere incarichi e stavo quasi per mollare. Poi ho capito che questo lavoro dà risultati nel tempo e che serve perseveranza. Alla fine di gennaio 2012 arrivò il primo incarico e da lì non mi sono più fermato».
Quanto è cambiato il suo lavoro da agente immobiliare da quando è diventato anche un volto televisivo?
«Il mio lavoro è cambiato molto, ma non credo sia una cosa scontata. Le persone pensano che essere noto vuol dire anche essere ricco, ma in realtà non è così. Percepiamo lo stipendio grazie al nostro lavoro televisivo, ma il mio business principale rimane comunque volutamente l’immobiliare. Ho creato una mia azienda, la Corrado Group, che oggi conta un personale di 30 persone tra collaboratori e dipendenti. Sono felice di aver convertito questa opportunità mediatica in una realtà così grande, e così in crescita. L’importante è lavorare con passione, lealtà e professionalità tutti i giorni, questo ci porterà sicuramente a fare ancora tante cose belle ed ingrandirci sempre di più».
Come è arrivata la proposta di partecipare a “Casa a prima vista”?
«La proposta di partecipare al programma è arrivata tramite i social.
Inizialmente non pensavo fosse vero. Meno male che ho detto di sì dopo tre tentativi che hanno fatto per convincermi a fare il provino, diciamo che stavo per buttare all’aria l’occasione di grande della mia vita».
Com’è stato il suo primo giorno per “Casa a Prima Vista”? Era più emozionato, curioso o agitato?
«Il primo giorno è stato strano, perché ci hanno detto di essere noi stessi e di fare quello che facciamo tutti i giorni, ma non essendo persone abituate alle telecamere, trovarsi una casa con 20 persone tra Cameramen fonici autori e tutta la troupe non era affatto facile. Però, il resto è storia…»
Il pubblico vi segue anche per le dinamiche tra voi protagonisti: fuori dalle telecamere siete davvero così complici come sembra? Un pregio e un difetto dei suoi colleghi Blasco Pulieri e Nadia Mayer?
«Sì, abbiamo un bel rapporto anche fuori dalle telecamere. Durante il periodo delle riprese, ci vediamo praticamente tutti i giorni, quindi si è instaurato un rapporto di amicizia direi quasi fratellanza, forse è anche questo il segreto della complicità che vedete a telecamere accese. Un pregio di Blasco è sicuramente la sua semplicità, è un ragazzo di sani principi, di grande cultura e molto generoso. Difetto? Presenta sempre case troppo vecchie. Nadia invece è di una bellezza e di un carisma sconfinati, una donna di una gran classe, lo percepisci appena te la trovi di fronte. Difetto? È una tigre travestita da gattino, pronta ad attaccare (ovviamente in senso buono!) diciamo che è molto permalosa e se non vince, ce lo rinfaccia anche nel camerino!».
Tra ironia, battute e trattative, qual è il momento più divertente che ricorda sul set di “Casa a prima vista”?
«In realtà, ogni giorno è un momento divertente ed esilarante. Potremmo creare un programma parallelo con tutti gli spuntoni e battute che diciamo è che non vengono montati. Credo che nel programma si percepisca il fatto che ci divertiamo davvero e forse questo è uno dei nostri segreti più vincenti».
Nel programma vediamo spesso una scelta finale: quando una persona dice “sì” a una casa davanti alle telecamere, poi nella realtà l’acquisto si conclude davvero?
«Le persone sono obbligate a fare una scelta finale, ma non sono obbligati a comprare la casa che scelgono. Vi dico che la media si aggira più o meno sui 4 su 10. Ogni 10 famiglie circa tre o quattro procedono con una proposta reale di acquisto. Sono stato personalmente invitato a casa di clienti che hanno partecipato al programma e che poi hanno realmente comprato la loro casa tramite il programma».
Guardando indietro, che consiglio darebbe al Corrado del primo giorno in agenzia?
«Onestamente non cambierei nulla. Ero molto timido e spaventato anche se non si direbbe da quello che vedete oggi, ma l’imprenditore, l’uomo e la persona che sono diventato lo devo anche ai tanti sbagli errori o superficialità che ho commesso in passato. Colgo l’occasione di questa domanda per lanciare un messaggio ai giovani di oggi: io ho iniziato a vent’anni, e porte in faccia, di imprecazioni, no, rifiuti ne ho subiti moltissimi. Fa parte del processo e della crescita affrontare momenti del genere. Purtroppo, ad oggi siamo abituati a fare qualcosa che siamo spinti a farlo solamente se siamo sicuri che dall’altra parte riusciremo. Invece vi spingo a provare perché un no o una sconfitta non ha mai ucciso nessuno. Se non avessi mai provato e se non avessi fallito probabilmente oggi non sarei qui, quindi io non cambierei nulla di quello che è successo».
Al meet & greet di RomaEst che cosa devono aspettarsi i fan: foto, chiacchiere, curiosità sul programma… e magari qualche retroscena?
«All’incontro di domenica, io mi aspetto una chiacchierata tra amici, mi piacerebbe tanto fare le foto con qualsiasi persona me lo chieda e scambiare due chiacchiere. Sono pronto a rispondere a qualsiasi domanda, proprio perché noi della famiglia di casa A Prima Vista siamo proprio questo, una famiglia. E quale miglior giorno per stare in famiglia, se la domenica?»
Ultimo aggiornamento: domenica 7 giugno 2026, 11:29
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