Vicopisano, 10 giugno 2026  – Sono in corso le fasi finali di spegnimento, bonifica e messa in sicurezza dell’area della Delca Energy di Lugnano, nel comune di Vicopisano, interessata dall’incendio scoppiato la mattina dell’8 giugno. Lo rende noto Arpat nell’ultimo aggiornamento dedicato al monitoraggio ambientale dopo il rogo. L’Agenzia regionale ha proseguito i campionamenti della vegetazione nelle aree individuate sulla base delle elaborazioni meteo-diffusionali relative alla dispersione dei fumi. Nel pomeriggio del 9 giugno sono stati prelevati campioni di vegetazione spontanea, foglie di insalata, zucchine e alberi da frutto in 4 punti situati a ovest dell’incendio. I campioni sono stati inviati al laboratorio Arpat di Livorno per la ricerca di idrocarburi policiclici aromatici (Ipa), policlorobifenili (Pcb), diossine e furani.

I prelievi nella zona

Nella giornata del 10 giugno sono stati effettuati ulteriori prelievi nella zona a est del sito interessato dal rogo. In questo caso sono state campionate foglie di vite selvatica, zucchine e meloni. È stato inoltre raccolto un campione di riferimento in un’area a nord di Cascine di Buti, utilizzato come termine di confronto per le successive analisi di laboratorio. Arpat ha diffuso anche i primi dati provenienti dalle centraline di monitoraggio della qualità dell’aria più vicine all’area dell’incendio, situate a Pisa e Santa Croce sull’Arno. Per quanto riguarda il biossido di azoto (No2), durante lo sviluppo della nube si è registrato un lieve aumento delle concentrazioni fino a un massimo di 25 microgrammi per metro cubo, valore comunque molto inferiore al limite di legge fissato a 200 microgrammi per metro cubo.

I valori del particolato atmosferico  

Anche per il particolato atmosferico sono stati rilevati incrementi contenuti. Le concentrazioni di Pm10 hanno superato di poco i 20 microgrammi per metro cubo, mentre quelle di PM2,5 hanno raggiunto i 14 microgrammi per metro cubo. Entrambi i valori restano ampiamente al di sotto dei limiti previsti dalla normativa. Secondo Arpat, l’incendio avrebbe probabilmente contribuito a questi aumenti, ma con incrementi giudicati scarsamente significativi presso le stazioni di misura. L’Agenzia nella nota evidenzia inoltre che, nonostante l’8 giugno la nube fosse ben distribuita sopra la città di Pisa, i dati delle centraline non mostrano effetti significativi in termini di ricadute sul particolato. Nei prossimi giorni i campionamenti saranno estesi anche ai comuni limitrofi per verificare eventuali deposizioni di polveri in aree più distanti dal luogo dell’incendio.