di
Giulio De Santis
Sul sito venivano pubblicati contenuti audiovisivi raffiguranti donne appartenenti al mondo della politica, dello spettacolo, dello sport. Grazie alla cooperazione con gli Usa è stato sequestrato il dominio della piattaforma
La moglie di Trump, Melania, ritratta in pose osé e svestita. Chiaramente senza il suo consenso. Con la singolarità inoltre che la foto pubblicata non è un originale. Ma una creazione dell’intelligenza artificiale. Di scatti come questo, ma con decine di altri attrici e politiche, tutte immagini create dall’AI, ne ha contenuti a centinaia il sito Cfake.com. Ora oscurato dalla Procura, che ha ottenuto il via libera al provvedimento dal gip Angela Gerardi. C’è Ursula Von der Leyen, la presidente della commissione europea. C’è Giorgia Meloni, la presidente del Consiglio. Che di recente ha denunciato un deepfake di cui è stata (suo malgrado) protagonista.
Le attrici in atteggiamenti sessualmente espliciti
Nel sito, il cui server è ubicato all’estero, negli Usa, tanto che non è stato possibile il sequestro ma solo l’oscuramento, la cui efficacia comunque è analoga, era presente una sezione chiamata «Images Jobs politician» che raccoglieva immagini di donne note nel mondo della politica nazionale e sul piano internazionale, tra cui quelle già menzionate, ovviamente ritratte senza il loro consenso. In generale nella piattaforma, ora irraggiungibile, c’era materiale riguardante anche attrici raffigurate in atteggiamenti sessualmente espliciti e di nudo integrale.
L’indagine è stata avviata nell’ottobre 2025 a seguito di segnalazioni pervenute agli investigatori della Postale riguardanti il sito, su l quale venivano pubblicati contenuti audiovisivi raffiguranti donne appartenenti al mondo della politica nazionale e internazionale, dello spettacolo, dello sport e della cultura.
Il fake della premier in biancheria intima circolato sui social
Ritornando alla premier, a maggio, ha pubblicato un post su Facebook in cui ha mostrato l’esempio di una sua foto falsa generata con un software di intelligenza artificiale dove si vedeva il suo volto su un corpo di una donna in biancheria intima. In quell’occasione la Meloni ha sottolineato come «pur di attaccare e di inventare falsità, ormai si usa davvero qualsiasi cosa», anche perché sui social erano già partiti centinaia di commenti denigratori. Poi la Meloni ha aggiunto: «I deepfake sono uno strumento pericoloso, perché possono ingannare, manipolare e colpire chiunque. Io posso difendermi. Molti altri no. Per questo una regola dovrebbe valere sempre: verificare prima di credere».
La collaborazione col dipartimento per la Sicurezza Interna Usa
Il sito si presentava con una interfaccia tipica dei form per adulti, in lingua inglese e composto da sezioni per temi specifici, il cui accesso avveniva solamente con un’autocertificazione della maggiore età. Nell’ambito della cooperazione internazionale l’Homeland security investigations (Hsi) del dipartimento per la Sicurezza Interna degli Stati Uniti ha comunicato di aver richiesto al Department of Justice (Doj) l’emissione di un provvedimento di sequestro del dominio «cFacke.com» per la violazione della normativa federale denominata «Take It Down Act».
L’operazione rappresenta un significativo risultato della cooperazione internazionale di polizia nel contrasto ai fenomeni di abuso delle tecnologie di intelligenza artificiale e alla diffusione non consensuale di contenuti sessualmente espliciti generati artificialmente, a tutela della dignità, dell’immagine e dei diritti delle vittime.
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13 giugno 2026 ( modifica il 13 giugno 2026 | 13:35)
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