Piazza Libertà gremita, ieri sera a Bassano del Grappa, per Steve McCurry, uno dei fotografi viventi più conosciuti al mondo. L’incontro è stato uno degli appuntamenti più attesi della decima edizione di Resistere, la rassegna promossa dalla Libreria Palazzo Roberti.

A intervistarlo Mario Calabresi, giornalista e scrittore con una grande passione per la fotografia. Il format è stato lineare ed efficace: attraverso la proiezione di alcune delle immagini più iconiche di McCurry si è dipanato il racconto della sua vita, dagli inizi in un piccolo giornale in Pennsylvania fino alla fama internazionale.

Tre parole tengono insieme il suo modo di affrontare la fotografia e la vita: tenacia, pazienza, coraggio.

Coraggio nelle scelte. Lasciare un impiego sicuro al giornale e partire per l’India da freelance. Seguire un gruppo di profughi afgani incontrati in Pakistan per documentare con le sue foto una guerra di cui non parlava nessuno — un lavoro che, oltre a far conoscere quel conflitto, lo ha portato all’attenzione delle grandi riviste mondiali. Coraggio anche nell’affrontare situazioni limite pur di scattare la foto giusta: immergersi nelle acque delle inondazioni in India, da cui le numerose cicatrici che porta ancora su schiena e gambe per le sanguisughe; respirare l’aria pesantemente inquinata del Kuwait durante la prima guerra del Golfo.

Pazienza e tenacia per riuscire ad aspettare per giorni il momento in cui la luce è perfetta per la fotografia che Steve ha in testa; capace di dormire per terra, bere acqua sporca e camminare ore al buio pazienza e tenacia nel seguire storie anche per trent’anni.

Anche chi non si occupa di fotografia conosce McCurry grazie al ritratto di Sharbat Gula, la ragazza afghana dagli occhi verdi pubblicata in copertina sul National Geographic nel 1985, diventata una delle fotografie più riconoscibili della storia.

Dopo la presentazione, centinaia di persone si sono messe in fila per il lungo firmacopie, stasera è atteso Alberto il figlio di Piero Angela che parlerà di un grande imperatore romano e domani chiusura in leggerezza con Luciana Littizzetto.

Una Piazza Libertà gremita con oltre 2000 persone ha accolto uno degli appuntamenti più attesi di Resistere. Steve McCurry, il grande fotografo americano ospite della rassegna in esclusiva italiana, ha regalato al pubblico un viaggio straordinario attraverso cinquant’anni di immagini e di vita, dall’Afghanistan degli anni Settanta ai pescatori dello Sri Lanka, dai monsoni indiani alle strade di Mumbai, fino ai baobab del Madagascar.

steve mccurry

 



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