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È molto più che straordinario quanto successo ieri in Svizzera, al GP Gippingen: Liam Slock sta festeggiando con le braccia staccate dal manubrio, quando rovina clamorosamente a terra. Taglierà il traguardo da sdraiato. Non è la prima volta che accade e non sarà l’ultima: il ciclista che sta per vincere celebra spesso così prima dell’arrivo, con le braccia al cielo. Chi aperte, chi coi pugni chiusi, chi verso l’alto e qualcuno anche sul casco, quando si è certi del trionfo sono queste le classiche pose. Anche Slock aveva pensato bene di celebrare poco prima della linea finale quella che sarebbe stata la sua prima vittoria tra i professionisti, ma non aveva fatto i conti col vento, o forse con un eccesso di foga.
APPROFONDIMENTI
La dinamica
Sono rimasti in tre a contendersi la vittoria finale: Slock (Lotto-Intermarchè), Carapaz (EF Education-EasyPost) e Vlasov (Red Bull-Bora-Hansgrohe). La volata è dominata da Slock, che scatta ai 200 metri dal traguardo e lascia sul posto gli altri due avversari. Ai 100 metri è già abbondantemente davanti, così decide di alzare le braccia al cielo per festeggiare il primo trionfo tra i professionisti. Mani sul casco, poi riprende il manubrio e ancora mani sul casco, come se non volesse credere alla sua impresa. «C’era un vento incredibilmente forte e l’ho sottovalutato per un attimo. Mi sono reso conto abbastanza presto che stavo per vincere e ho iniziato a festeggiare in anticipo perché volevo davvero godermi il momento». E qui il patatrac: «Ho alzato le braccia al cielo e poi una raffica di vento ha colpito il mio manubrio».
Perchè è straordinario?
Capita spesso di vedere, anche tra i non appassionati, scene di ciclisti che esultano e franano al suolo senza potersi poi rimettere in sella in tempo per vincere. Quegli attimi utili per rialzarsi, riposizionarsi in bici e prendere velocità sono sempre fatali, dato che chi segue ha tutto il tempo per recuperare ed è lanciato verso l’arrivo. Ecco perchè quanto successo a Slock ha del clamoroso: taglia il traguardo aggrappato alla bici, però da terra. Una scena mai vista.
Era troppo vicino per lasciarsi sfuggire quest’occasione, così l’allungo della bicicletta oltre la linea finale ha evitato un dramma sportivo quasi certo. «Il fatto che poi sia caduto rende questa storia degna di essere raccontata. Sembra un po’ assurdo, ma soprattutto sono semplicemente felicissimo». Stavolta è andata bene, ma certamente in futuro presterà più attenzione.
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